La posta di Zoro, n.90 (dal Riformista)

by Diego Bianchi il 30 maggio 2010 @ 10:24 / La posta di Zoro (Il Riformista) / 0 Commenti

La rubrica di due settimane fa.

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Ciao Zoro, cosa ne pensi della riunione di Area Democratica che si è svolta a Cortona? – Circolo Pd Lorenzo Cherubini

Non c’ero, ma dalle cronache lette e dalle immagini viste, la minoranza del partito non mi pare godere di miglior salute della pur affannata maggioranza bersaniana.
Quella che, in quanto minoranza, avrebbe ogni convenienza ad apparire più compatta della maggioranza, ha invece alternato toni critici ma formalmente pacati e costruttivi (Franceschini o Marini) ad accuse nette e pesanti ai limiti dello scissionismo (Castagnetti o Fioroni). Il tutto è avvenuto sotto l’ala del grande ritorno veltroniano, più minaccia che promessa, più vendetta che proposta. L’impressione parziale dedotta da web e giornali è che la minoranza Pd ospiti a sua volta troppe minoranze di se stessa per poter pesare concretamente nel partito al fine di correggerne storture di linea o di forma. Detto ciò, non sarebbe molto coerente da parte della maggioranza bersaniana bollare ogni attività di Area Democratica come “cazzata”, se è vero come è vero che su un’altra minoranza, quella finiana, si sta confidando come grimaldello ultimo per scardinare la roccaforte berlusconiana.
Tra l’altro, essendo il Pd minoranza nel paese, negare le potenzialità costruttive di una minoranza qualsiasi, sarebbe un po’ come negare se stessi.
Ciò che continua ingenuamente a stupirmi tuttavia, non è tanto che ci sia una minoranza che si organizza per stimolare e sterzare l’azione della maggioranza, quanto che da sei mesi ad oggi maggioranza e minoranza nel partito siano rimaste le stesse, identiche, immutabili. Da una parte Veltroni e Franceschini, dall’altra Bersani e D’Alema (con buona pace di Marino che se aveva poco spazio di manovra e visibilità da candidato, difficilmente potrebbe averne ora). Non s’è rimescolato niente o quasi. Nelle dinamiche Pd, l’appartenenza di corrente sembra essere la cosa più coerente .
Caro Diego, ma secondo te davvero Veltroni è tornato per candidarsi a premier alle prossime elezioni politiche? – Circolo Pd Quando Escono I Clown Entrano Gli Ammaestratori

Più che secondo me, direi secondo lui, visto che a domanda esplicita e diretta di Santoro ha risposto in maniera sufficientemente esplicita e affermativa. Del resto la storia di Veltroni, esattamente come quella di D’Alema, è tanta e tale da annoverarlo nella schiera di quei pochi personaggi politici che se non parlano, stanno tramando o architettando il loro ritorno, e se parlano, stanno dettando la linea, provando a dettarla, o sparando da “amico” contro quella del prossimo loro. Tanto vale a questo punto uscire allo scoperto e riprovarci, deve giustamente essersi detto Walter. Ciò che sarebbe utile capire da subito però è se c’è qualcosa di diverso nella sua strategia e nella sua linea rispetto a quanto naufragato nei due anni della sua segreteria. Sarebbe utile dar mostra di aver fatto tesoro delle ragioni che han portato il popolo italiano a preferirci Berlusconi e quello delle primarie, il suo popolo delle primarie, a preferire non più tardi di sei mesi fa Bersani a Franceschini. Spiegare perché adesso Vendola vada bene (preferibilmente come alleato piuttosto che come avversario per la leadership di coalizione) e quando era segretario lui passasse per “voto inutile” (lui e tutto quanto si muovesse sotto il 4%). Spiegare perché il partito “pesante” non va bene, alla luce del fatto che quello “liquido” non s’è mai nemmeno intuito. Chiarite queste cose, soprattutto nel Pd (e in attesa di poter dire la stessa cosa per il paese), tutto si può fare.

Ciao Diego, sono molto preoccupata per le voci sempre più insistenti che parlano di un ridimensionamento dell’utilizzo delle primarie nel Pd e relative modifiche allo Statuto. Difendiamo le primarie, sempre e comunque! – Circolo Pd Primarie Sulle Primarie

Per carità, siano lodate le primarie ovunque esse si manifestino, ci mancherebbe. Da che ho memoria non ricordo d’aver mai assistito, come da quando esiste il Pd, ad un dibattito qualsiasi su regole e forma con tanta frequenza e ossessione come  quotidianamente in questo partito.
E’ vero e indubbio che il Pd ha conosciuto i suoi giorni più felici a livello di fomento e autostima nel momento in cui è andato a votare per se stesso, siano state primarie finte (come definite dal candidato Franceschini quelle che elessero Veltroni), siano state primarie vere (come definitie dal candidato Franceschini quelle che avrebbero eletto Bersani). Trovo infinitamente triste ed esemplificativo del fallimento dell’amalgama piddina il fatto che dopo due anni le stesse persone stiano ancora a discutere di primarie e statuto con la speranza di intuire la formula più conveniente ad una o all’altra corrente (premiate e bocciate entrambe dallo stesso strumento, le primarie appunto) invece che di cose da fare e da dire (e anche su queste mettersi d’accordo non è mai stato particolarmente semplice).
Se dai l’impressione di non essere in grado di decidere per il tuo meglio, difficilmente risulterai credibile nel momento di decidere per il meglio del paese.
Che poi, per colmo dei colmi, il primo a rompersi il cazzo di questo infinito dibattito potrebbe essere proprio il popolo delle primarie. Da primarie sulle primarie potrebbero uscire risultati sorprendenti.

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