La posta di Zoro, n.91 (dal Riformista)

La rubrica sul Riformista della settimana scorsa.

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Caro Zoro, cosa ne pensi del caso Santoro? Secondo te si è piegato a Berlusconi, come dice Repubblica, oppure no? – Circolo Pd Lucio Presta

Per quanto immaginare uno come Santoro facente parte della stessa categoria (e quindi incastonato nelle stesse logiche di mercato) di Bonolis o di Simona Ventura possa far impressione a chi un mese fa circa partecipò da spettatore e da piccolo finanziatore a Raiperunanotte, così è. Sulle cifre spifferate dai media non saprei cosa dire, anche perché intuisco la differenza che può passare tra centomila euro e un milione, meno quella che passerebbe tra un milione e dieci.
Dare un giudizio oggi mi sembra affrettato, almeno fino al momento in cui non si conosceranno i programmi (personali ed eventualmente televisivi) futuri di Santoro. Al momento, di certo, ci sono tre soggetti contenti e uno scontento.
Tra i primi tre c’è la politica che di Anno Zero avrebbe fatto volentieri a meno da tempo, tanto di destra quanto di sinistra, che vede il principale programma d’approfondimento giornalistico televisivo ritirarsi dalla lotta. Altro felice non protagonista, ma sempre presente, è Mediaset, che vede la Rai privarsi di un programma senza rivali. Infine c’è Santoro, che lascia a tasche piene.
L’unico scontento, l’unico che può incazzarsi, come concesso dallo stesso conduttore, è il pubblico che in lui e nel suo programma ha visto, ingenunamente o meno, un opinion leader e un baluardo d’opposizione. E’ a loro che Santoro dovrà offrire qualcosa di uguale o migliore di Anno Zero, qualcosa di altrettanto credibile, efficace qualitativamente e quantitativamente, fastidioso e magari pure dichiaratamente fazioso nonché professionalmente all’altezza. Con tutta la fiducia possibile nei nuovi media, non mi sembra impresa realizzabile nei tempi brevissimi che la gravità del momento richiede.

Ciao Diego, sono un tifoso interista molto contento per i risultati della sua squadra nonché sempre più assiduo lettore del Riformista anche e soprattutto dopo la gufata di domenica scorsa sulla prima pagina nel corsivo di D’Esposito. W Mourinho, vero riformista! – Circolo Pd Pazzo Polito Amalo

Quando domenica mattina, leggendo Il Riformista a bordo della tradotta che portava me e altri orgogliosi disperati a sperare invano nel Bentegodi di Verona, ho letto quelle due righe sulla prima pagina del Riformista (“Come dice Confalonieri, ‘il tifo è anche gufare’. Auguri anticipati alla Roma per il quarto scudetto”), ho pensato che a qualcuno fosse scappata la mano. Il Riformista, non richiesto, si era ufficialmente e imprevedibilmente schierato, nella fattispecie contro la Roma (quindi contro di me). Ferito dal colpo vigliaccamente sferrato, ho pensato che il tifo dev’esser passione davvero strana e alienante se anche un napolitanbritish come Polito deroga ad ogni riformismo facendosi mandante di ufficial gufata (pari ad un colpo di bazooka sulla croce rossa) sulla prima pagina del giornale da lui diretto. Il tutto nel giorno dove solo i faziosi, giustamente, gufano. Avessi comprato Lazialità, non ci avrei trovato nulla di male, anzi. Ma era Il Riformista, e gufare senza raccontare se stessi, ma citando nientemeno che Confalonieri, l’ho trovato poco coraggioso. Tra l’altro, come Polito ben sa, al tifoso può bastare molto meno che un affronto del genere nel momento per lui più delicato dell’anno e di non so quante vite, per cancellare per sempre un acquisto dai programmi di giornata. Altri, di certo, avranno invece gradito. So scelte.

Caro Diego, in questi giorni c’è l’Assemblea del Pd, altresì nota come Pd Open, che dovrebbe una volta per tutte tracciare le linee guida delle nostre proposte per l’alternativa. Ti convince il percorso intrapreso? – Circolo Pd Sole Cuore Amore

Un po’ come per le regole, anche e soprattutto per la produzione e la definizione dei contenuti (la linea!) il Pd, un po’ per le difficoltà d’impasto dell’amalgama, un po’ per incapacità e incertezze strutturali che prescindono dall’amalgama, s’incarta sistematicamente dalla sua nascita. Ora c’è questa cosa delle 10 parole corrispondenti a 10 temi da presentare in 10 città, il tutto da elaborare con il più volte sollecitato coinvolgimento di ogni livello del partito tutto. Il cammino, lungo e tortuoso ma si spera gravido di idee e proposte innovative e convincenti, dovrebbe arrivare a compimento per il 2011, anniversario dell’unità d’Italia. Fuor d’ironia, c’è andata bene. Se l’anniversario fosse caduto più in là, l’impellenza di dover finalmente dichiarare agli elettori le propria generalità, non ci sarebbe ancora stata.

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Un commento a “La posta di Zoro, n.91 (dal Riformista)”

  1. [...] [dal riformista, leggi tutto sul blog di diego] [...]

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