La posta di Zoro, n.92 (dal Riformista)

Caro Zoro, cosa ne pensi del fatto che il ministro Maroni e come lui altri ministri leghisti abbiano disertato la parata del 2 giugno a Roma per la festa della Repubblica. Non ti sembra un comportamento vergognoso? Non c’è niente da fare, i leghisti non si smentiscono mai. – Circolo Pd Frecce Maroni

Se i leghisti fossero davvero politicamente coerenti la storia dell’ossimoro sarebbe stata di certo meno interessante. La Lega è una forza politica nata per perseguire l’obiettivo federalista senza di fatto riuscire nell’intento pur governando da anni. La Lega è forza di governo che, pur determinando buona parte delle politiche di questo paese, preferisce più spesso vendersi all’elettorato come prima forza d’opposizione a chi insieme alla Lega questo paese amministra (spesso riuscendo più credibile nel ruolo d’oppositore delle forze oggettivamente all’opposizione). L’incoerenza è la più grande forma di coerenza della Lega, e in questo davvero non si smentiscono mai. Ciò detto, non capisco per quale motivo ci si stupisca di quello che fa Maroni il 2 giugno di ogni anno (ammesso e non concesso che davvero la cosa possa rivestire un qualche interesse). Chi vota Lega non vuole che Maroni vada a festeggiare Repubblica e Unità d’Italia. Lo sa Maroni, lo sa Berlusconi, lo sanno tutti. Maroni Ministro dell’Interno rappresenta anche e soprattutto chi il 2 giugno non vuole più avere niente da festeggiare. Più che scandalizzarsi per una sedia vuota occorrerebbe rimboccarsi le maniche per riprendersi al più presto quella sedia.

Ciao Diego, che te ne è parso del faccia a faccia tra Tremonti e Bersani ad Anno Zero? E di quello tra Tremonti e Morando a Ballarò? Io Tremonti non lo reggo però ho paura che riesca ad intortarla agli Italiani anche stavolta. – Circolo Pd Alle Grandi Manovre

Tremonti è insopportabile, da sempre, al punto da rendere dubbio ai profani di materie economiche come me se i suoi meriti professionali finiscano laddove la sua ingiustificata strafottenza inizia. Tuttavia, se stiamo come stiamo (più con le pezze al culo della media, e se non ci fosse la Grecia staremmo con le pezze al culo più di tutti), non c’è bisogno di un master per nutrire dubbi sulla fondatezza delle troppe certezze variabili di Tremonti.
L’impressione è che al momento, per fronteggiare dialetticamente Tremonti nel momento in cui chiede ulteriori e schizofrenici sacrifici a chi non ha quasi più niente da sacrificare, può bastare davvero tenere la barra dritta, e Bersani ad Anno Zero per buona parte del confronto l’ha fatto. Non è tuttavia un caso se il ministro ha avuto discreto gioco nel dipingere la figura del segretario come quella di un leader vagamente isolato nel suo partito, e nel farlo ha citato Morando, recente interlocutore di Tremonti a Ballarò. Tanto innocuo è stato Morando in quel frangente che Berlusconi si è rivolto direttamente a Massimo Giannini piuttosto che all’esponente Pd, di fatto ignorandone il ruolo. I tempi in cui Bersani correva televisivamente a destra e a manca per tamponare le falle in materia d’economia dei ministri ombra di veltroniana memoria non sono molto lontani. Solo che adesso il segretario è lui.

Caro Diego, hai visto che fine ha fatto la povera Laura Antonelli? Meno male che grazie all’intervento di Banfi il ministro Bondi prenderà subito dei provvedimenti. Non è giusto che chi ha fatto la storia del nostro cinema sia ridotto in queste condizioni. – Circolo Pd La Venexiana

“Stanno distruggendo la cultura, ribellatevi”, urla Monicelli agli studenti della scuola Rossellini di Roma. Mentre il mondo delle arti, comunque lo si consideri, si ribella apparentemente compatto alla manovra, mentre è attesa l’autorizzazione del comune di Roma per una manifestazione a piazza Navona contro i tagli alla cultura (lunedì prossimo, indetta dai sindacati confederali, Fnsi, Usigrai), mentre il Centro Sperimentale è occupato, mentre accade questo e molto altro sotto il cielo di sua competenza, Bondi il poeta non batte cigli (che poi, quand’anche lo battesse, Tremonti procederebbe comunque di vanga).
Da rilevare come unico segnale in controtendenza la preoccupazione del ministro per le sorti di Laura Antonelli. Pare difatti che Bondi, sensibilizzato da Lino Banfi alla causa dell’ex attrice (che attualmente vive di una pensione di poco superiore ai 500 euro mensili), abbia eccezionalmente chiesto a Berlusconi di poter ricorrere alla Legge Bacchelli (per un assegno vitalizio a cittadini distintisi nello spettacolo, nella cultura o nello sport che versano in condizioni d’indigenza). Superfluo cercare di capire quali siano le leve che improvvisamente hanno smosso la sensibilità del ministro. Più interessante e sconfortante constatare come in futuro distinguersi nello spettacolo o nella cultura, anche grazie alla manovra in corso, sarà sempre più difficile. Più opportuno sarebbe prevedere un vitalizio per chi si sarà distinto nel mondo dell’indigenza.

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2 commenti a “La posta di Zoro, n.92 (dal Riformista)”

  1. maroni alla festa del 2 giugno è come la binetti al gay pride.

  2. [...] [da il riformista, leggi tutto sul blog di diego] [...]

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