La posta di Zoro, n.93 (dal Riformista)

Ciao Zoro, io non so cosa pensare della legge sulle intercettazioni. Sono rimasta senza parole, praticamente imbavagliata, e non so cosa pensare. Tu come ci sei rimasto? – Circolo Pd Tu Tu Tu

Stamattina mi sono svegliato felice, con una sensazione di libertà tutta nuova, respirando l’aria fresca che al mattino ti lava la faccia quando apri le finestre del salotto. Stamattina, buttando nel naso aria forte, ho aperto gli occhi.
Ebbro di brezza mi sono guardato intorno e guidato da un joistick governativo ho puntato il telefono, improvviso grimaldello per la felicità di cui ingenuamente non capivo di dover sentire il bisogno. Di conseguenza ho zoomato sul telefonino. Poi di nuovo sul telefono di casa.
Un’irresistibile voglia di telefonare a qualcuno e dirgli un sacco d’infamità s’è impossessata di me. Voglia di inventarmi reati da confidare via cavo, da urlare ai ripetitori di telefonia mobile, da far registrare a intercettatori pubblici o privati, da imprimere su file pesanti il giusto per ingrossare memorie senza utilità alcuna. Finalmente posso telefonare libero, rilassato, dicendo il cazzo che mi pare senza paura di finire sui giornali o altrove.
Sì, posso dirlo, devo dirlo: oggi sono un italiano più libero di ieri, nonostante ieri fossi già libero abbastanza, ma dell’abbastanza ci si stufa in fretta.
Non c’è più quella strana sensazione di incompiutezza che minava le fondamenta della mia libertà (libertà che in quanto elettore di pur discutibili schieramenti avversi a quello ufficiale “della libertà”, di fatto ho sempre temuto di non meritare mai abbastanza). Prima c’era quell’accidia interiore determinata dal dover telefonare con i guanti e la molletta al naso. Non ero me stesso. Non telefonavo tranquillo. Ora posso.
Ma trovo sempre occupato.

Ciao Zoro, pensi che il Pd abbia fatto bene ad abbandonare l’aula al momento della votazione? Non era meglio rimanere? – Circolo Pd Non Mi Si Nota Comunque

Il Pd, tra i tanti, ha il problema congenito della scarsa visibilità e della sua continua ma spesso vana ricerca. Per un motivo o per l’altro, distinguersi gli riesce sempre in maniera un po’ goffa, soprattutto quando distinguersi da chi all’opposizione la pensa più o meno come te non è poi così necessario. Nello specifico non so cosa sarebbe stato meglio, davvero, ma la sensazione che si sia cercato un qualcosa qualunque di diverso da quello che avrebbe fatto l’Italia dei Valori è abbastanza presente.
Per il resto, non si capisce più se per colpa di giornalisti un po’ sadici o di politici leggermente fuori sincrono rispetto alle notizie in agenda, il Pd in questi giorni ha maramaldeggiato sui giornali grazie a tre questioni imprescindibili: il cambio del simbolo, il nome delle feste, la compatibilità con la massoneria. In tutti i casi c’è ampio dibattito. Sulle altre questioni farsi spazio tra i titoli è molto più arduo, e pure qui non si capisce bene se per colpa di giornalisti poco democratici o della scarsa limpidezza della linea ufficiale da comunicare.
Nel dubbio, il Pd “open” ha deciso di adunare le proprie truppe al chiuso del Palalottomatica. Contarsi e sembrarsi tanti sarà semplice. Farsi notare all’esterno, ancora una volta, un po’ meno.

Caro Diego, finalmente cominciano i Mondiali. Personalmente sono stanco di tutta sta politica in tv e sono contento che i palinsesti calcistici tracimino ovunque. Sarà pur vero che il calcio rincoglionisce e torna utile al potere, ma chissenefrega. Non ci fossero i Mondiali sarebbe lo stesso e io non avrei neanche una partita per distrarmi. – Circolo Pd Rutto delle Libertà

Si dice, e un tempo era così, che i successi sportivi diano forza ai governi in carica. Ciononostante, se è vero che Prodi portò fortuna alla Nazionale di Lippi che sotto il suo governo vinse in Germania nel 2006, la vittoria della Nazionale di Lippi non portò fortuna al Governo Prodi che forse conobbe nel tour con coppa della Melandri sul pullman campione il momento di maggior fulgore e popolarità dei due anni scarsi che gli sarebbero rimasti. Ora, se è vero come è vero che con Berlusconi premier la Nazionale non ha mai vinto niente, è altrettanto vero che Lippi non permetterà più ministri sul suo carro di vincitore, e che in reazione alle esternazioni di Calderoli, Capitan Cannavaro ha definito l’Italia “un paese ridicolo”, e i giocatori daranno parte dell’eventuale premio a fondazioni celebranti l’unità d’Italia. Ci manca che la Nazionale lunedì scenda in campo imbavagliata d’azzurro e l’opposizione avrà finalmente trovato i rappresentanti più popolari che il paese possa offrire.

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5 commenti a “La posta di Zoro, n.93 (dal Riformista)”

  1. berlusconi al mondiale solitamente porta sfiga e, a mio giudizio, non è un argomento da sottovalutare.
    anzi, credo sia la migliore arma che il pd possa offrire attualmente.

  2. scritto il 16 giugno 2010 07:48 da elofoolish

    beh panatta gioco’ la finale di coppa davis in cile con la maglietta rossa.
    ma panatta ha un’altra storia, un altro spessore.

  3. Diego, però un tolleranza zoro a tiratura limitata solo per il blog, una puntata da collezione per chi te segue sul blog la potresti fare!

  4. scritto il 25 giugno 2010 16:46 da Kroat

    personalmente, una puntata su sta nazionale ( l’ ho scritto a pposta con la N minuscola ) ce la vedrei popo bene.
    Daje!

  5. scritto il 22 luglio 2010 10:32 da pippo

    W

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