L’acqua del condominio

Dal Venerdì di Repubblica del 5 novembre 2010.

Mentre i Giovani Democratici incontrano Bersani per festeggiare insieme e insieme ricordarsi che è passato un anno dalle ultime primarie, in Piazza di Pietra piove. Un anno da segretario Pd, equiparabile a quelli delle vite dei cani, ne vale circa sette da segretario di qualsiasi altro partito,  festeggiare sembra lecito. Ma quando piove piove per tutti, come ripete ad ogni telecamera accesa il segretario, e sperare di uscire asciutti dal festeggiamento è meno ovvio.
L’ansia, figlia dell’afasia comunicativa che ha di nuovo portato il Pd a lasciare libertà di coscienza ai propri iscritti sul partecipare o meno alla partecipatissima manifestazione della Fiom, fa sì che in molti si fissino sul movimento delle mani del segretario intorno ai polsini della camicia. “Sbottona ste maniche!” urla al segretario un fotografo in crisi da scatto. Pierluigi sbottona. Seduto su uno scomodo trespolo, circondato da giovani, risponde alle loro domande, nel suo stile. Che è quello lì, prendere o lasciare.
In tanti, in troppi dato il contesto, mentre lo guardano e lo ascoltano, cominciano a pensare a Vendola. Cosa ne farebbe lui di una platea così? E di questa riproposizione di format defilippico a beneficio di telecamere Youdem? Meglio Niki o Pier Luigi nel ruolo del tronista protetto da uomini e donne amici? Sulla differenza tra destra e sinistra Vendola citerebbe Bobbio come fa il segretario Pd, o preferirebbe salpare per l’ennesimo ammaliante esercizio di stordimento oratorio?
Mentre l’incontro è ancora in corso, alcuni ragazzi mi dichiarano d’esser intenzionati a votare Vendola alle prossime eventuali primarie. Quando l’incontro termina, altrettanti ragazzi si schierano con il segretario Pd.
“Vendola mi piace, m’emoziona, ma se devo decidere a chi far amministrare il mio condominio scelgo Bersani. Con lui sono sicuro di avere sempre l’acqua nel rubinetto, con Vendola ho paura che si metta a pensare ad altro e poi l’acqua non ce l’ho più”, mi dice un ragazzo di Roma. Una metafora sull’acqua, cavallo di battaglia vendoliano, usata per preferire Bersani. Vendolismo inconsapevole utile per resistere alla sirena vendoliana, perché quando piove piove per tutti, anche per Vendola.
Zuppi e infreddoliti i giovani se ne vanno. E’ passato solo un anno, ma sono già pronti o rassegnati a nuove dichiarazioni di voto, che facciano da ombrello o portino il sole.
Che pure se piove, non può piovere per sempre.

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3 commenti a “L’acqua del condominio”

  1. OrZoro, a giudicare da questi chiari di luna qui: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/pd-meglio-fini-di-vendola/2138754
    direi che se vi alleate con Casini & Fini, è la volta che voi toccate il 14% e SeL e IDV alleate vanno al 10% ciascuno. Indovina però chi vince le elezioni, così?

  2. scritto il 27 novembre 2010 14:28 da la turbofata

    Bersani sembra sempre di più l’onesto e imbarazzato Martinazzoli del post-tangentopoli :-)
    ciao Diego, concordo con la tua testimonianza

  3. scritto il 28 novembre 2010 10:04 da stefano

    Comunicare è un’arte e una scienza e molti a sinistra non la conoscono…Vendola e Bersani in una magia!!!Versani o o Bendola!!!! E l’acqua sarebbe perfetta…..

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