The weapon, the target

Articolo pubblicato sul Venerdì di Repubblica del 19 agosto

Io e Rooney a Manchester“Be the weapon, not the target”, ovvero “sii l’arma, non il bersaglio”. Alla fine di una giornata passata scappando per le strade di Manchester, è questa la frase che mi resta.
Non l’ho sentita da un ragazzino incappucciato mentre sfasciava vetrine, ma l’ho letta ovunque sia stato possibile alla Nike mostrare Wayne Rooney, stellare testimonial dello United. Ad esser didascalici sembra sia Rooney ad aizzare la ribellione. E’ Rooney, che brandendo uno scarpino di ultima generazione, incita i tifosi a saccheggiare la Nike.
Lo fisso ogni volta che gli passo accanto girando per la sua città, dove sono in vacanza con famiglia nei giorni della rivolta.
Rivolta che per qualche giorno è sembrata lontana quanto Londra, seguita sulla BBC più per sbrinare l’inglese che per reale comprensione della gravità delle cose. Rivolta che a Manchester, la mattina del 9 agosto, non c’è.
Una commessa cyberpunk mi dice che loro, a Manchester, sono orgogliosi al punto di non fare niente pur di differenziarsi dal resto dell’Inghilterra. Poco dopo pranzo però una cameriera ci dice di stare attenti, girano voci di “riot” in centro. Che è più o meno dove già siamo, e dove i negozi, senza che accada nulla, ammainano saracinesche prima dell’orario previsto. All’ufficio informazioni s’ostenta tranquillità, ma quando apro un sito che parla di “gossip in town” su imminenti casini, l’eloquio pro loco impreparato s’incaglia.
Minuti dopo, nella via più affollata, sciama improvviso un gruppo incappucciato. Camminano e si mostrano a chi li guarda come si guarda una cosa che somiglia a quella che hai visto in tv, quella di cui è tutto il giorno che parli, che succede agli altri ma non a te, che è vera ma non ci credi. L’impressione è che quei ragazzi, se solo provassero ad avvicinarsi ai negozi aperti, prenderebbero botte da security e clienti. Gran parte dei quali però va a casa, che i negozi sono chiusi e c’è la rivolta da seguire in tv. Dove da quel momento c’è Manchester, dove tutti scappano, per lo più ridendo.
Gang di pischelli sfasciano, a volte rubano, ogni tanto incendiano, sempre aspettano che la polizia sia ad un passo, per sfidare, scappare, ricominciare altrove. Sono troppi e senza paura, l’esatto opposto dei poliziotti. Verso cena è coprifuoco, di aperto non c’è niente. Dalle finestre dell’appartamento vediamo una cinquantina di ragazzini sfondare le vetrine di Jd Sport. Alcuni portano sacchi per la refurtiva, indossata la quale saranno quasi identici a Rooney.
Alla Nike saranno contenti.
E pazienza se da “weapon” sono diventati “target”.

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Un commento a “The weapon, the target”

  1. Bene, sono molto d’accordo con queste idee, si mette molto bene!

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