Mirko, tassinaro atipico

Mirko è Missouri 4, tassinaro tra i protagonisti della 78a puntata di Tolleranza Zoro.
Dal giorno dell’incontro raccontato nel pezzo qua sotto (pubblicato sul Venerdì del 3 febbraio), ci siamo rivisti spesso divertendoci pure a girare dei video senza senso per le strade di Roma (che tra poco ripubblicherò pure qua sopra).
Mirko ha il raro pregio di mettermi di buon umore.

“Eravamo rossi, ci hanno fatto neri”. Mirko, tassinaro romano con la barba più lunga e più rossa di quella di Garibaldi, oltre ad avere il look di quello di sinistra, in fondo in fondo di sinistra ci si sente ancora. La mutazione cromatica, tuttavia, negli anni ha preso anche lui.
Conosciuto davanti Palazzo Chigi mentre saltava con qualche centinaio di colleghi perché “chi non salta è Mario Monti”, Mirko ricorda con me i tempi in cui i tassinari aprivano le manifestazioni del Pci. Erano gli stessi tassinari che oggi, per amor di generalizzazione, viene immediato etichettare come di destra, quando non fascisti. Il ruolo giocato dalla categoria nell’elezione di Alemanno a Roma lo ricordano tutti. Veri organi di propaganda in movimento, molti di loro si spesero nella campagna elettorale al punto da andare a festeggiare con tanto di taxi, bandiere e mani tese in quel del Campidoglio, per poi bissare vittoria e festeggiamenti con la Polverini.
Andare oltre il pregiudizio che, in gran parte per loro colpe, li avvolge, non è facile. I modi delle loro proteste, sicuramente più aggressivi della media, ne offuscano le ragioni. I tassinari diffidano di stampa e tv, vogliono che si parli correttamente di loro ma la maggior parte di loro rifiuta di parlare temendo la strumentalizzazione delle proprie parole.
I tassinari diffidano anche dei propri sindacalisti, membri di un “Parlamentino” di 24 organizzazioni i cui leader, dicono in molti, “non sono più tassinari ma politici”.
Ciononostante, se si buca il cordone di diffidenza reciproca, il tassinaro tutto sembra fuorché un privilegiato, un ricco, o uno senza problemi. Il tassinaro tiene famiglia e risponde alla pancia, se non come tutti, sicuramente come molti. Mirko, tassinaro di sinistra, si vergogna ancora di aver votato Alemanno. “Mi si è sporcata la fedina penale, ho fatto na cazzata”, dice pensando a quel voto, “me lo rinfacciano tutti”. Poi se la prende con la sinistra che ha candidato Rutelli, infine dice che gli piace Grillo. Mirko è un tassinaro atipico. Al cliente italiano fa sentire Paolo Conte, allo straniero Leonard Cohen, al giovane del Sud Capossela. Mirko ha una risata esplosiva e contagiosa, ed è negato per le strade. Mirko, questa è l’impressione, alle prossime elezioni potrebbe votare per chiunque o quasi. Mirko, come tanti, si è perso. E per un tassinaro non è una bella cosa. Per un tassinaro di sinistra ancora di meno.

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Un commento a “Mirko, tassinaro atipico”

  1. scritto il 28 maggio 2012 19:05 da iwasadoledadstoyboy

    E quanti altri di sinistra, oltre te, su quel taxi che vaga perduto?

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