Un lavoraccio

Ricomincio a pubblicare qui alcuni degli articoli scritti negli ultimi mesi per il Venerdì di Repubblica. Ho visto che pure nell’ultimo tentativo fatto scrivevo che ci provavo, poi è andata che non l’ho più fatto. Voi non ci fate caso, è na cosa mia.
Questa cosa qui sotto l’ho scritta a inizio 2012, poco dopo l’omicidio di due senegalesi a Firenze compiuto da Gianluca Casseri, razzista. Poi ho trovato senza fatica dei fan di Casseri su Facebook. E ho cliccato sui loro profili per capirne di più. Di buono c’è che, a quanto pare, il gruppo non c’è più.

“Raga è un lavoraccio tenere da solo pulito il gruppo da sporchi negri comunisti e simili. Qualcuno si offre per fare il vice amministratore?”. Claudio Il Figo è in difficoltà; da pochi giorni ha creato su Facebook il gruppo “Gianluca Casseri Santo Subito”, ma non pensava fosse così complicato gestire community online.
“Se penso che quando avevo creato sto gruppo dicevo chissa se arrivero a 50, lo superati spero di arrivare oltre i 100 grazie camerati. dux mea lux” scrive Il Figo che, nel momento di compiacersi, se ne frega di apostrofi e h ma va forte con le x. Il gruppo dedicato alla memoria del fascista che ha ucciso due senegalesi, a differenza di simili vergogne virtualmente reali, è un insuccesso totale. Solo 61 iscritti, alcuni dei quali “negri e comunisti” che provano l’ebbrezza di discutere coi “camerati”.
E però, quando hai davanti qualche decina di fascisti da tastiera, nomi e cognomi che pubblicamente, senza vergogna, cedono al socialnarcisismo (tentazione che non conosce ideologie nonché alleato ideale di ignoranza e incoerenze), volerne sapere di più diventa naturale. Cercare di capacitarsi del disumano è la cosa più umana di tutte.
Quello che vuole “sparare alle zecche” e inneggia al “white power” è fan di Ganjafriend (amici della marijuana) e di film di Mala Vita, per citare i quali pubblica foto di Samuel Lee Jackson e Denzel Washington. Quello che si dichiara “nazzista” ispira la propria filosofia di vita a Mussolini ma anche al Che, e ha un numero imprecisato di gatti. Appassionata di veterinaria più che di esseri umani è anche la metallara che pubblica la foto di Hitler giovane.
Chi si autoscatta a mano tesa, vuole “intitolare almeno una strada al grande gianluca” e ha San Suu Kyi, Bob Marley, Miles Davis, John Lennon e Woody Allen come miti e interessi.
Il leghista che svaria da “grande gianluca” a “grandissimo Breivik”, si mostra al mondo in posa con una ragazza filippina, mentre quello che ce l’ha con i senegalesi lamentandosi per “noi italiani discriminati sul lavoro”, è fan di Seedorf, Boateng, Venus e Serena Williams.
Quasi tutti, discutendo con chi li tratta per quel che sono, augurano alle donne del malcapitato di incontrare “qualche bel negrone” che dia sfogo agli stereotipi del caso.
Quando Spike Lee, in “Fa la cosa giusta”, chiedeva all’italoamericano Turturro chi fosse il suo giocatore di basket preferito, quello rispondeva Magic Johnson. L’attore preferito era Eddie Murphy, il cantante Prince. “Forse mi sbaglio, ma a te piacerebbe essere nero”, chiosava Spike Lee senza conoscere Casseri, né Claudio Il Figo.

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Un commento a “Un lavoraccio”

  1. Era ora! Stavo quasi a cancellare il feed!

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