Gigino

A Terzigno e Boscoreale fu la mia guida. Protagonista assoluto del video “La puzza degli altri”, Gigino mi aiutò moltissimo.
E ci divertimmo, anche se non c’era niente da ridere.
Il pezzo che segue è stato pubblicato sul Venerdì di Repubblica del 10 agosto.
Il video che segue il pezzo è quello fatto con la partecipazione di Gigino, per la trasmissione Parla con me, Rai3.

“Non sara’ una sigaretta ad uccidermi!”, diceva Gigino un anno e mezzo fa mentre l’aria intorno a lui, per colmo dei colmi, si faceva improvvisamente migliore proprio grazie a quell’occasionale vizio. Perché se la sorte ha fatto si’ che la casa che ti sei comprato nel 1999 per godere ogni giorno del patrimonio UNESCO del Vesuvio sia diventata l’ultimo casello prima di accedere alla discarica della Cava Sari, ormai sei abituato a respirare ben altro.

Gigino, che tutti chiamavano Maestro o Compagno, nei giorni in cui Terzigno e Boscoreale finirono nei talk show per qualche camion bruciato, era il leader più pacifico e rispettato che rivolta di popolo potesse avere. Alla Cava Sari, funesta responsabile della contaminazione di uomini, animali, piante e raccolti della zona, il governo stava affiancando la Cava Vitiello, “la più grande discarica d’Europa”. Per Gigino, come per molti altri uomini e donne del territorio, divenne necessario passare giorni e notti al freddo del presidio permanente di una rotonda, sotto lo sguardo e il manganello vigile e poco solidale di forze dell’ordine straordinariamente presenti.

In quei giorni Gigino mi fece da guida.
Lui che nella Cava Sari praticamente ci abitava, mi porto’ al centro esatto della vergogna. Armato solo di inevitabile cinismo e sarcastica passione, mi raccontava e mostrava la fine colposa di un territorio unico per storia e fertilità, e di quando prima di me ci aveva portato giornalisti di Al Jazeera che al cospetto di tanta mondezza reale e morale gli avevano detto: “e il terzo mondo saremmo noi?”. Quella frase gli era rimasta in testa, Al Jazeera per lui era modello e deriva al tempo stesso, anche perché il fatto di esser costretto a comprare i broccoletti “di Al Jazeera” invece di quelli buoni ma contaminati della sua terra non gli andava giu’. Sarebbe bello, visto che nessuno in Italia lo farà mai, che Al Jazeera trovasse il modo di ricordare Gigino, eroe italiano. Lui ne avrebbe riso di gusto.

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3 commenti a “Gigino”

  1. Grazie per questo post: anche se non vivo più in quelle terre sono una di quelle che la ama e la rimpiange, accanto ad una parte che la intossica e un’altra che la vitupera, senza intervenire, e aspettando di morire intossicato! Viva Gigino

  2. scritto il 26 agosto 2012 22:28 da carmine

    che dire di gigino o ferroviere è mio fratello che posso dire se’ stato un buon re’ il popolo dira’ viva il re . è stato sempre coerente nelle sue scelte e decisioni e poi sorrideva sempre anche nelle sue ultime ora di vita terrena . ciao a tutti e grazie di aver avuto un fratello cosi

  3. scritto il 27 agosto 2012 10:03 da raffaellacasciello

    semplicemente il mio papa’..

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