Therry, o Thierry

Il pezzo che segue è stato pubblicato sul Venerdì di Repubblica di ieri, 14 settembre 2012.

“E poi adesso ci sono le primarie”, mi dice l’amico giornalista. “Ah, quindi ci stanno! mi stai dando una notizia!”, rispondo semiserio, visto che di queste primarie si parla da anni e nel momento in cui ci telefoniamo se ne ignorano ancora data e regole.
“Ci sarebbe da andare a vedere Renzi alla festa del Pd”, aggiunge poco convinto, “oggi ha presentato il camper col quale farà la campagna elettorale, si chiama Therry (all’inglese), o Thierry (alla francese)”. Il fatto che il camper di Renzi sia stato battezzato (e battezzato così), mi fa fissare il vuoto per cinque minuti, quindi mi convince a rimandare l’impatto con le primarie in arrivo. Ma i giorni passano, comizi e interviste imperversano e le primarie prendono a tracimare da giornali e tv col tradizionale corredo di sondaggi, dichiarazioni di voto, schieramenti in armi e spin doctor alla riscossa. E così come accade per Grillo, la cui ascesa nei sondaggi s’impenna ogni qualvolta un dirigente del Pd decida di mettersi dialetticamente sul suo stesso piano, anche Renzi, inaspettatamente, diventa più competitivo del previsto.
“Il problema di Renzi è Renzi”, dichiara D’Alema, “litiga con tutti, a noi serve uno che unisca”. Ecco, oggi basta molto meno di una frase così, soprattutto se a votare non sono solo gli iscritti al partito, a far sì che il trasversale sentimento antitutto porti il simpatizzante a turarsi il naso prendendo in considerazione l’ipotesi Renzi. Non perché bravo, di sinistra, di centro o di destra, ma perché “giovane” alternativo ai “vecchi”.
“Il problema di D’Alema è D’Alema”, potrebbe rispondere Renzi, anche perché l’onda che può portarlo lontano è oggettivamente caricata dal fatto che è contro il suo nome che nel Pd si trova la maggiore unità. Anni fa, quando lo spread non si sapeva cosa fosse e Berlusconi pareva a un niente dal cadere, era di Vendola che Bersani si preoccupava fantasticando di primarie. Allora la questione sembrava essere tutta politica, nella scelta di una candidatura ritenuta più di sinistra dell’altra. Ma Berlusconi ha resistito fino a cadere senza che nessuno riuscisse a prenderne i meriti, Grillo ha trovato praterie e i problemi del paese sono ancora tutti lì. Di conseguenza può diventare prioritario sconfiggere l’esistente, “la casta” (qualunque cosa sia), anche e soprattutto alle primarie del centrosinistra, che dovrebbero fomentarne l’elettorato sugli argomenti più che logorarlo sui personalismi. Che ai tempi del referendum di Pomigliano, ad esempio, Renzi si esprimesse per Marchionne “senza se e senza ma”, oggi sembra non essere granché importante.

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9 commenti a “Therry, o Thierry”

  1. Il mio commento su quello che ha detto Renzi a Firenze, alla Festa del PD qualche giorno fa

    http://nonsiamoalbar.wordpress.com/2012/09/09/di-renzi-e-di-sinistra-che-sono-cose-diverse/

  2. scritto il 15 settembre 2012 15:16 da radialflex

    concordo pienamente,il problema è che Renzi almeno sembra vivo, ma con la sinistra c’entra davvero poco,è un progressista per caso.

  3. scritto il 17 settembre 2012 17:10 da Andrea

    piccola precisazione:
    i camper gli sono stati forniti (non sò se a gratis o a prezzo di favore) da una nota ditta produttrice di camper di Poggibonsi, Terry è il nome del modello prodotto dalla suddetta ditta, non il nome proprio dei camper di Renzi.

  4. scritto il 28 settembre 2012 08:54 da davide firenze

    Caro Zoro, il reportage sul camper di Renzi è penoso, a partire dalle prime immagini con il carro attrezzi e l’area pedonale e a seguire le immagini al telefonino di Gori ecc… Non sono per natura un tifoso e mai lo sarò, e credo che un giornalista dovrebbe innanzitutto far capire a chi legge e/o ascolta (leggiti gli articoli della Concita e fatti un’idea). D’altra parte capisco che hai fatto la tua fortuna sul refrain del PD pane e salame (e perdente, dico io!), ma ti assicuro che non funziona più, la situazione è tremendamente seria come è tremendamente serio il fatto che Renzi riempie i teatri e le piazze. Non è Obama o Troisi che porta lì le persone, lascia fare i ricami e i dettagli, vai al nocciolo delle cose. Questa classe dirigente sciagurata ci ha portato a dove siamo ora e ci ha lasciato solo macerie, insieme ai 20 anni di cultura e potere berlusconiano!

  5. E dopo aver letto i commenti di qualche adulatore ti invitiamo a approfondire le sue amicizie pericolose con Ledeen.

    Matteo Renzi: il candidato manciuriano che arriverà col cavallo bianco?

    Durante questi anni di osservazione del primo cittadino fiorentino, abbiamo progressivamente intravisto in lui le impronte del profilo dispotico e narcisista. Un Nerone dei tempi moderni, un disinvolto utilizzatore delle leggi, del ricatto, della minaccia; un utilizzatore straordinario del metodo del doppio standard: imputare e rimproverare agli altri ciò di cui egli stesso è stato disinvolto utilizzatore, dall’uso arbitrario delle leggi, alla gestione improvvida delle risorse pubbliche.
    Non sentirete ancora una volta parlare di separazione bancaria e di regole finanziarie, è lo stesso Renzi a dirlo nella prima pagina del suo programma: ” Qui non troverete né proclami, né promesse, perché la formula magica per risolvere i problemi dell’Italia non esiste “.
    Fatelo circolare e leggete questa analisi, è importante.
    http://www.movisol.org/12news193.htm

  6. scritto il 29 settembre 2012 19:13 da Lorenzo Firenze

    Grandissimo Zoro, ovviamente sai che dopo il servizio di Piazza Pulita una messe di comunicatori organizzati ed eterodiretti ti si scaglierà contro, ma devi resistere.
    Del resto chi davvero vive a Firenze (come me) e non ha interessi diretti nel sostenere Renzi sa benissimo che come Sindaco ha fatto un decimo di ciò che viene strombazzato dal suo ottimo ufficio stampa.
    Non abbiamo bisogno di un Berlusconi giovanilista.

  7. Renzi la strega.

  8. Siete d’accordo o no che questa e’ la biografia perfertta di Renzi?
    da Wikipedia
    http://it.wikipedia.org/wiki/Batticuore_notturno_-_Ransie_la_strega
    I primi 16 volumi del manga, la cui trama corrisponde a quella dell’anime, hanno come protagonista Ranze Eto (Ransie Lupescu), una studentessa delle medie, apparentemente normale, che in realtà nasconde un grande segreto: essere la figlia di un vampiro di nome Mori (Boris), scrittore di dubbio successo, e di una lupa mannara, l’aggressiva Sheera. Tutta la famiglia di Ranze proviene infatti da un universo sconosciuto ai terrestri, chiamato Mondo Magico (noto in Italia come “Regno Supremo”), nel quale vivono appunto mostri e figure fiabesco mitologiche di ogni genere dotate di poteri soprannaturali.

    Ranze ha come peculiarità fra le sue doti soprannaturali quella di assumere le sembianze delle vittime di un suo morso, lasciando la sfortunata in stato incosciente, il tutto fino a quando Ranze non starnutisce riassumendo così il suo aspetto originario e facendo riprendere conoscenza al malcapitato di turno che tende a non ricordarsi di nulla.

    Nonostante questo Ranze viene comunque educata come una umana e frequentando come tutti la scuola arriva ad invaghirsi di un compagno di classe, Shun Makabe (Paul Cavor), destando in un primo momento l’ira dei suoi genitori che preferirebbero naturalmente un genero proveniente dal Regno Supremo e dotato di poteri soprannaturali. Il suo amore all’inizio non sarà ricambiato, poiché Shun sembra più concentrato sul pugilato e gli allenamenti e, come se non bastasse, a metterle i bastoni fra le ruote ci sarà pure la simpatica rivale Yoko (Lisa), innamorata anch’ella del ragazzo, orfana di madre e figlia di un boss della yakuza, omaccione grande e grosso innamorato della madre di Shun.
    È invece innamorato di Ranze, non ricambiato, il compagno di scuola Donald, il primo della classe.

    La trama del manga e dell’anime a grandi linee ruota intorno a questo amore arricchendosi via via di nuovi spunti e particolari più o meno comici, nonché frequenti colpi di scena, tra cui, il più sconcertante sarà la rivelazione che Shun altri non è che il fratello gemello di Aron, principe ed erede del Mondo Magico, allontanato alla nascita insieme alla madre e ignaro delle sue origini.

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