Fighettismo e identità

Scritto per il Venerdì di Repubblica del 2 agosto 2013.

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“Nel Pd c’è un clima da abbandono silenzioso”, sussurra Cuperlo in tv, a voce bassa il solito ma determinata quell’amen in più che dovrebbe servirgli a farsi conoscere, riconoscere e risultare popolare e plausibile come candidato alla segreteria del Partito. Lui, eterno giovane consapevole di non essere più tale da tempo, dopo una vita di studi che in molti tendono a far coincidere con una vita di dalemismo, auspica che a scendere in campo per il congresso venturo sia “il Pd”.
Ascoltandolo non è chiaro quanto, nel dirlo, percepisca lo scetticismo e il disincanto generale che un così tautologico obiettivo inevitabilmente può generare nello spettatore alle prese da sempre con l’ostico quesito: “che cos’è il Pd?”. A seguire, nella testa dell’elettore alla continua ricerca di risposte che gli risolvano almeno il problema della leadership se non quello più complicato dell’identità, l’altra inquietante domanda: “chi è che in questo momento rappresenta meglio il Pd?”.
Il Pd è un partito di fighetti con tanti follower, un partito di democristiani rampanti con tanti voti, un partito di nostalgici abbrustolitori di salcicce, un partito di opinionisti televisivi, un partito che vince quasi dappertutto sul territorio salvo non riuscirci praticamente mai a livello nazionale, o un partito di centouno persone (espressione di quasi altrettante correnti) pronte a tutto e soprattutto a tradire pur di non farlo risultare un partito affidabile?
Nel dubbio costante che ognuna di queste definizioni abbia troppo fondamento per essere archiviata come provocazione, Enrico Letta, l’uomo al momento più rappresentativo della forza politica in questione, dichiara che alla sua maggioranza non c’è alternativa politica (voto compreso) e che “questo è il tempo che ci è dato”, il tutto scagliandosi contro “i fighetti” del Partito alla ricerca di facile consenso online.
Ora, ammesso e non concesso che il fighetto principale puntato da Letta sia Civati, chiarito a beneficio del mondo e di Letta che la parola “fighetto” risulta di rara antipatia, cacofonia e lontananza cromosomica almeno da Roma in giù, il rischio che il clima di abbandono venga bollato di fighettismo per il solo fatto di esistere, in tempi di dibattito congressuale sembra lusso eccessivo, se non inutile arroganza.
Perché se non si abbandona quando il partito che hai votato sembra sacrificare sull’altare del “tempo che ci è dato” ogni ambizione di incidere sul tempo che nessuno ci ridarà, quando l’approccio è talmente passivo da permettere ad Alfano altri mesi di stage al Ministero dell’Interno, quando le frequentazioni con ciò che dovrebbe essere per dna il diverso da te portano uno come Fassina ad affermazioni equivocabili con quelle di Brunetta, c’è poco da fare i fighetti con il fighettismo degli altri.

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8 commenti a “Fighettismo e identità”

  1. scritto il 7 agosto 2013 13:45 da Teo

    Caro Diego @zdizoro,

    Da abbandonatore del PD lungo la strada, da ex militante del PC-PDS poi DS poi PD, la domanda articolata che ti rimbalzo è questa:

    a) data l’origine bi-corporale del PD, 2/3 post comunista 1/3 post democristiano con innesti ulivisti di foglie di fico democristiane doc, c’è un motivo preciso per cui una di queste due nature oggi debba mantenere una predominanza sull’altra, che pure è debitamente mimetizzata?

    b) la marmellata generale post ideologica non potrebbe abbisognare di una mutazione genetica definitiva che teletrasporti finalmente post comunisti e post democristiani di sinistra oltre il guado dell’indistinto e, nel mal di pancia generale (dei vecchi afecionados), dare a ‘sto partito una nuova, vera forma, un nuovo assetto e un po’ di autorevolezza sotto l’ombra di un’idea socialdemocratica o in ogni caso concretamente progressista?

    c) poiché il fighettismo alias piacionismo alias borghesismo alias macheccazzocentricoiprogressistidisinistra ha preso piede strisciando da un bel po’ di tempo a questa parte, a cominciare dal linguaggio per finire con lo sfoggio della jaguar in certi passaggi cruciali all’Ambra Jovinelli di qualche anno fa, cos’è più ipocrita: fare i democristiani pentiti o i duri e puri di una sinistra che nei fatti manco esiste più?

    d) dobbiamo perseguire (o forse inseguire) la “vocazione maggioritaria” seguendo lo schema mai attuato del bipolarismo all’amatriciana (con tutte le falsità, doppiezze e ipocrisie incorporate nelle fibre neuromuscolari dell’attuale PD); vogliamo in alternativa imboccare con un minimo di coraggio la strada di questo cxxo di bipolarismo e poi come va va oppure ancora, meglio dissolverci tutti nell’acido?

    e) detto tutto questo in parole povere: vogliamo dare fiducia al transeunte Renzi o allo status quo dei dalemisti?

  2. scritto il 7 agosto 2013 13:56 da Teo

    chiedo scusa, postilla al punto (d) di cui sopra.
    Certo non esiste solo i bipolarismo anzi, forse forse manco esiste in natura, almeno alle nostre latitudini. Che si tratti di quella roba là o di qualcosa che permetta di governare a chi ha numeri e idee in abbondanza relativa, meglio pensare in grande. No?

  3. scritto il 7 agosto 2013 21:00 da nuccia

    premesso che ho sempre apprezzato quello che sei e che fai, e che sono anch’io sulla stessa barca avendo seguito più o meno il tuo percorso politico…filosofico..anzi…nella stessa m…a e negli stessi dubbi, arrivo alla domanda (quiz). mi piacerebbe sapere il tuo parere sull’articolo che ha scritto Nadia Urbinati su La Repubblica di Domenica 4 agosto
    dal titolo: Perchè la disputa nel pd riguarda tutta la politica.
    cmq grazie e continua così! con affetto e stima

  4. scritto il 25 aprile 2014 20:56 da alex

    Alessia Morani (PD) offende chi non ha reddito

    https://www.youtube.com/watch?v=VBRhBrf-a4o

    #remarecontro

  5. scritto il 14 settembre 2014 16:46 da gustavo ulivi

    Sciltian Gastaldi ( Anellidifum0’s blog) lo scrittore di fama internazionale, il giornalista e il blogger bisessuale che era fuggito in Canada per colpa di Berlusconi e che dal Canada aspettava la “latitanza di Berlusconi” per tornare in un’Italia finalmente liberata dal “fascio-berlusconismo” si e’ stufato di aspettare e contrariato dal fatto che a Silvio il Berluscone e’ succeduto il suo figlioccio, Matteo il Berluschino, che insieme allo zio Silvio governa l’Italia facendo terribilmente incazzare i post-Katto/Komunisti, tra cui l’”intelligentissima” Bindi…….Sciltian Gastaldi – dicevo – si e’ convinto, dopo aver letto “Ho dormito con te tutta la notte” (il bellissimo romanzo di Cristiana Alicata che lo ha profondamente commosso e turbato) che era arrivato il momento “di compiere delle scelte”.

    Tutti si aspettavano che la storica “scelta” consistesse nel tornare in Italia con la sua bella mogliettina caraibica onde poter dare il suo essenziale contributo al ritorno della democrazia nel paese che lo aveva costretto all’esilio: solo Sciltian Gastaldi, infatti, grazie alla forza assai persuasiva delle sue filippiche contro il totalitarismo, avrebbe potuto materializzare il sogno di “tutti” gli Italiani di vedere finalmente latitante il Grande Satanasso e riuscire dove perfino l’assatanata Boccassini aveva fallito.

    E invece no: Sciltian Gastaldi si trasferisce dal Canada al Regno dis-Unito per informarci di cosa succede nel Regno di Sua Maesta’. E ci ha anche anticipato che benche’ non conosca per niente la Grandissima Bretagna, in un paio di giorni, dopo aver letto i giornali locali, ci fara’ un riassuntino di come il paese attraversa questo momento “storico” all’indomani del Si o del No alla secessione scozzese dal Regno Unito che avverra’ per Referendum fra circa una settimana.

    Ecco: se c’e’ una cosa di cui l’Italia non ha certo bisogno e’ un altro “corrispondente da Londra” che per riempirsi lo “stomaco in fuga” ci raccontera’ quanto civili sono gli Inglesi, come viaggiano in orario i loro treni, come sono omofili, democratici e tolleranti i sudditi di Sua Maesta’, com’e’ avanzato il loro Stato Sociale e Assistenziale, di quanto sarebbero “euro-entusiasti” se non ci fossero quei fascistelli degli Indipendendisti che votano in massa per Nigel Farage…..insomma, in poche parole, di quanto bella, serena e felice e’ la vita nel Regno Unito soprattutto se paragonata alla miserabile condizione in cui si trova l’Italia, paese di m. , dove i turisti Tedeschi, per un disguido ad una stazione delle Ferrovie Italiane, “ridacchiano e scuotono la testa” pensando a com’erano efficienti i loro trenini quando trasportavano sei milioni di individui nelle camere a gas.

    Cara Cristiana Alicata, non faccia come il suo collega Sciltian Gastaldi che per 10 lunghissim anni ci ha tediato con le sue lodi sperticate per la civilta’ canadese e che adesso si accinge a continuare con la sua appassionata estero-filia dal Regno di Sua Maesta’.
    All’estero, mi creda, succede di tutto e di peggio e anche “lassu’” hanno bisogno di spirito di sopportazione.

  6. scritto il 28 settembre 2015 00:50 da @PierluigiRusso7

    Niente, una cosa detta da un semplice spettatore della Vostra fantastica trasmissione. Belle tutte le musiche, belli tutti i servizi, grandi tutti, bella la storia che ci siete anche giovedì. Uno dei milioni di spettatori che Vi augura una buona notte e grazie di esistere tutti. W Gazebo.
    Pierluigi Russo – 3387412774 – geosax@alice.it

  7. Ci mancano i tuoi post Diego! non è che si riesce a fare qualcosa??? a presto spero!

  8. Super :) ))

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