Grossa come er core suo

by Diego Bianchi il 31 dicembre 2005 @ 00:46 / Calcio_Antico / 1 Commento
Zorolandia ha più o meno dimostrato quel che pensavo, ossia che la distribuzione geografica dei miei lettori, perlomeno di quelli che hanno avuto fin qui il coraggio di autodenunciarsi, ha un forte baricentro romano, con spargimento di testimonianze equamente sparso in tutta la penisola, isole comprese, Sardegna esclusa; il dato complessivo appare comunque dopato da flussi migratori da sud verso nord, dal centro oltre gli Oceani e, più in generale, da realistica fantasia.
Detto ciò, l'inutile mania delle mappe personali tra i blogger italiani è durata 48 ore scarse, durante le quali se ne sono viste tante, più o meno tutte uguali, spesso con le stesse persone a saltare e registrarsi da una mappa all'altra e ad insinuare il dubbio che le persone che leggono i blog (quelle che lo testimoniano almeno) siano oggettivamente meno di quel che si vuol credere.
Ma quando tutto sembrava irrimediabilmente archiviato, bruciato, mappato e tristemente obsoleto è arrivato il talento visionario del Giamaica a far scorrere linfa vitale anche nella topografia più arida: la mappa degli ASRomaPlayers, l'unica mappa che ha rivelato genio e passione oltre le mode del momento, gialla come er sole e rossa come er core suo, è ideata, compilata e moderata da lui, er Giamaica.
Il lavoro è ancora lungo e da perfezionare (ad esempio, non c'è ancora Rocca, la cui foto a inizio post è stata presa da qui, e Maldera ha una foto di Nappi), ma lui lo finirà di sicuro, con o senza di voi, e di me (sul suo blog le istruzioni per partecipare ed aiutarlo nel maniacale lavoro).
Giamaica è amico mio.
Kawasaki, a guardarlo bene, forse è comunista.


Io mi ricordo collette di Natale

by Diego Bianchi il 29 dicembre 2005 @ 16:38 / Cose_Mie / 1 Commento
Ad Anita piace molto un pezzo degli Articolo31.
L'ha sentito cantare al cugino e per spirito d'emulazione ora lo canta anche lei, soprattutto a scuola dove le maestre faticano ad amalgamarne il testo con i girotondi di Natale.
Tra le mura amiche, mentre eravamo seduti a tavola, oggi Anita ci ha guardato e ci ha chiesto: “facciamo l'Italiano medio?”
“E che ce vo bambina mia”, ho risposto senza pensare.
Intanto ci siamo messi a ballare.


Blog, le jour de gloire est arrivé

by Diego Bianchi il 23 dicembre 2005 @ 17:17 / Glob / 1 Commento
Per vanità e per mestiere i politici italiani girano vorticosamente da un salotto televisivo all'altro, di solito sempre gli stessi, i politici e i salotti.
In campagna elettorale aumentano di quantità, raramente di qualità, i politici e i salotti, ovunque, anche su internet.
Nonostante il territorio sia ancora relativamente vergine, al momento non è dato sapere di noti politici italiani disposti a farsi intervistare per la rete, da blogger, probabilmente anche perchè nessun blogger italiano pensa a questa come ad un'ipotesi realizzabile o interessante.
Altrove invece succede e ad livelli altissimi.
In Francia, per esempio, dove Loic Le Meur, organizzatore di Les Blogs 2.0 (nel video da me realizzato sull'evento è quello che fa la lista delle nazioni partecipanti) e blogger di professione, ha appena intervistato Nicolas Sarkozy, Ministro dell'Interno francese (e futuro candidato all'Eliseo nel 2007) recentemente balzato agli oneri della cronaca internazionale per il “rude” approccio alla faccenda “banlieue in rivolta”.
L'atipica e per certi versi storica intervista di un blogger ad un ministro muove alcune riflessioni spontanee: [...]
1) in Italia nessun Pisanu si farebbe mai intervistare da un blogger, ricevendolo a palazzo e trattandolo con la stessa cortesia con cui tratterebbe un Vespa, anche perchè difficilmente un ministro italiano saprebbe valutare con cognizione di causa le potenzialità della cosa (e qui la colpa non sarebbe tutta o solo del ministro italiano, anzi, ma anche e soprattutto dei blogger italiani).
 
2) Blogger per blogger, sarebbe stato più interessante se ad intervistare Sarkozy fosse stato qualcuno di coloro che con i blog organizzavano i disordini, tanto per aggiungere un po' di pepe all'intervista sempre nel rispetto dei ruoli Ministro vs blogger. Ma anche Mathieu Kassovitz sarebbe stato sufficientemente rappresentativo del fenomeno blog, anche agli occhi del Ministro; pare difatti che ad un polemico post del regista abbia provveduto lo stesso Sarkozy a rispondere, direttamente nei commenti del post in questione.
Dalla controrisposta di Kassovitz però si desume con evidenza che:
 
3) non è vero, come dice Le Meur al Ministro a inizio intervista, che nei blog ci si dà del tu.
Kassovitz, ad esempio, se ne guarda bene e risponde a Sarkozy usando il voi.
 
4) Se sotto Natale riesci a parlare di regali con cotanto Ministro facendogli maneggiare un ipod ed estorcendogli una dichiarazione di acquisto può sembrare che tu blogger stia impacchettando una potenziale straordinaria marchetta (anche se il testimonial in questione non sembra il prototipo ideale di testimonial Apple).
 
5) Se riesci ad intervistare per 20 minuti circa uno come Sarkozy e alla questione “banlieue, racaille, varie ed eventuali” ne dedichi 3 scarsi disquisendo ossequiosamente delle potenzialità della lingua francese, se non fai già parte dell'entourage del ministro ne farai parte molto presto, anche perchè
 
6) mentre scrivo il primo risultato di Google News francese alla parola “Sarkozy” rimanda un comunicato sindacale di giornalisti che accusano il Ministro di disprezzare la categoria, soprattutto quando la categoria non lo incensa.
Pertanto
7) non importa che tu sia giornalista o blogger, se ti vuoi mettere a zerbino puoi farlo a prescindere, aumentando le possibilità che il ministro ti riceva a palazzo anche in futuro. L'importante è farlo sentire più a casa sua di quanto non sia già di fatto.
 
8) Insomma, la sensazione è che, come dice Sarkozy nell'intervista, “le monde bouges, le monde changes”, ma il come non non lo decidano i blogger.


Sora Slammer

by Diego Bianchi il 21 dicembre 2005 @ 15:18 / Slammer / 4 Commenti
Questa sera, ore 22.00, la Slammer si esibirà dal vivo nella piazza principale di Sora, quella delle quattro palme, sotto un tendone gigante, a temperature ignote.
In scaletta tutto il nuovo repertorio.
Portate calore.


Io tubo

by Diego Bianchi il 18 dicembre 2005 @ 11:58 / Glob / 2 Commenti

Che poi uno tutti sti social software deve pure usarli in qualche modo, piantandola almeno in parte di essere asocial.
Dietro elementare ma giudizioso consiglio di Pandemia, ho messo il video Les Blogs 2.Zoro su YouTube; ora potrete vederlo direttamente nel browser, su YouTube o qui, senza scaricarvi il file dal post precedente.
Per vederlo qui cliccate su “continua” e poi sul freccione. [...]



Video Les Blogs 2.Zoro

by Diego Bianchi il 16 dicembre 2005 @ 02:11 / Glob / 9 Commenti
Ecco, se vi siete letti quello che ho scritto nel post precedente, siete già vecchi dentro abbastanza per provare a beccarvi pure 23 minuti di video.
Non è un cortometraggio, non è un video musicale, non è uno spot, ma è un documento completo. In questo video c'è tutto l'evento Les Blogs 2.0, tutti i relatori inquadrati e blobbati per qualche secondo, probabilmente tutti i partecipanti, tutte le microscafette che ci siamo mangiati per due giorni, tutti i laptop, le webcam, le macchinette digitali, le telecamere e i blog che dettagliavano l'evento in real time più minuziosamente di quanto avrebbe fatto un papaboy al funerale del Papa.
Con questo video ho dato una mia interpretazione, in unreal time. Buona visione.
 
 
 
 
E ora crediti, citazioni e ringraziamenti. [...]
 
 
 
Attori comparse di cui si sente almeno una parola o si vede più della media e che ho capito chi sono (perchè ci sono anche alcuni che parlano ma non so chi siano):

Davide Casaleggio, Ben Hammersley, Marc Canter, Jang Ni, Joel de Rosnay, Rebecca MacKinnon, Thomas Crampton, Ethan Zuckerman, Martin Varsavsky, Mark Fletcher, Reid Hoffman, Yat Siu, Robert Scoble, Yann Motte, David Sifry, Mena Trott, Gabe McIntyre, Paolo Valdemarin, Ben Metcalfe, Sztahanov

 
Musiche:

Fred Bongusto - Spaghetti a Detroit

Mano Negra - Out of time man
Pinocchio – colonna sonora incoattita da non mi ricordo chi
Original Slammer Band - Guai a chi ride
Oba Funke - Obachant
Sergei Rachmaninov - The Rach 3, dal film Shine
John Coltrane - Acknowledgement


Post Les Blogs 2.Zoro

by Diego Bianchi il 15 dicembre 2005 @ 23:18 / Glob / 1 Commento
400 partecipanti circa, da quasi 30 nazioni, più di 1000 post, 4147 foto pubblicate quasi tutte in tempo reale, n video degli interventi, n podcast e n quant'altro.
Sono i devastanti numeri di Les Blogs 2.0, mega web-evento internazionale organizzato a Parigi (5-6 dicembre) da Six Apart con l'aiuto di sponsor aggressivi e rampanti, avente come tema centrale i blog, il web 2.0 e tutto ciò che dovrebbe girarci intorno facendo networking, pubbliche relazioni, biglietti da visita e human aggregator.
Ci sono andato per Excite, a vedere e sentire gente che fa cose, quelle cose di cui parleremo o che useremo tra qualche mese, quelle cose che già usiamo oggi tutti i giorni senza sapere chi ce le ha date.
Tra tartine wireless e croissant digitalizzati sono stato bracciolo a bracciolo con il signor Bloglines, il signor Technorati, la signora Movable Type, evangelisti di Microsoftfondatori di Macromedia e geek e nerd e giornalisti e freelance e docenti blogger e blogger discenti e sfigati e gente fica. [...]
Nonostante la wi-fi a disposizione connettesse molto più del connettibile sono andato all'evento privo di laptop, anche perchè se ancora non hai un Apple in certi contesti il laptop è meglio non tirarlo fuori. E poi per chattare non c'è bisogno di andare fino a Parigi.
ITALIANS
La rappresentativa italiana presente all'evento era discreta ed eterogenea, lesta al cazzeggio ma professionale quel che serve, con fisiologiche eccezioni tanto in un senso quanto nell'altro. Missione inconscia della blog-rappresentativa era quella di tentare una timida sortita fuori dalla provincia dell'impero nella quale ci relegano una lingua tanto bella quanto parziale oltre ad un letale mix di autolesionistica pigrizia, trasversale ignoranza, scarsa originalità, difesa dell'orticello e immotivata puzza sotto al naso.
Quando Martin Varsavsky si è pubblicamente lamentato del fatto che a differenza di tutte le blogsfere del mondo quella italiana non avesse ancora dedicato neanche un post al suo progetto di WiFi revolución, lo ha fatto giustificando la colpevole (ai suoi occhi) lacuna italiana con la pietosa immagine di un esercito di blog “annichilito” dal tappo censorio di Berlusconi e del suo regime. Quando qualche ora dopo una bloggeressa islandese docente universitaria ha chiesto preoccupata a me e ad Antonio come ce la stessimo cavando noi italiani a fare i blogger con Berlusconi che ci limitava nelle nostre potenzialità, ho capito una volta di più che dell'Italia, anche al tempo dei blog, se ne sa poco e male.
Dopodiché mi sono chiesto, anche a volerne sapere di più, cosa ci sia di italianamente blog-interessante da raccontare a questi blog-rivoluzionari avanguardisti dalla mind clamorosamente open e dal think different smodatamente esibito.
Obbligatoriamente chiamato a riflettere e rimuginare sul tuo particolare italiota e su quello che col badge in petto vai a rappresentare, capisci che di storie da raccontare in quanto blogger italiano non ne avresti moltissime. Chi si rapportava a noi lo faceva offrendoci spesso l'alibi Berlusconi, come a dire “se di voi si sente parlare poco e non si sa un cazzo è perchè avete Berlusconi che vi censura, porelli, e del resto non potete essere tutti Beppe Grillo, che è famoso e c'ha pure i consulenti“.
E non è un caso che l'unico relatore italiano invitato a parlare sia stato, appunto, il consulente di Grillo.
Ora toccherebbe capire se l'impressione generale data sia stata quella di una blogosfera comica e satirica, politicizzata e pungente, o quella di una blogosfera col consulente.
 
REST OF THE WORLD AND MULTITASKING
Che poi, a prescindere dalle molte eccellenze straniere incontrate che da sole bastavano a incartare e portare a casa un bel po' di sana frustrazione, non è che noi Italians si sia proprio delle merdacce, non più della media almeno.
L'archetipo del blogger presente all'evento, a prescindere dalla latitudine di provenienza, era più impegnato a fotografare e postare e podcastare e webcammare e pubblicare in tempo reale chattando col vicino di sedia che non ad ascoltare ciò per cui aveva pagato 200 euro più varie ed eventuali.
Estremamente concentrato nella fase di listening and comprehension ho virato verso videoriprese e cazzeggio nei momenti in cui la comprehension, vuoi per stanchezza vuoi per ruggini e limiti personali, latitava; alcuni panel, inoltre, erano oggettivamente pallosi.
 
PANEL E PANELLE
Dicesi panel un gruppo di panelist che affronta un determinato argomento. Dicesi panelist un relatore del panel, e pure queste sono parole con le quali occorreva familiarizzare. E insomma, questi panel, che poi erano il motivo formale per cui eravamo tutti là consessi, hanno lasciato un po' a desiderare. Dico ciò perchè tante eminenti capocce così ben assortite potevano essere meglio sfruttate e spremute per l'arricchimento interiore dell'audience piuttosto che venir lasciate lì a parlare dei cazzi propri ad una nicchia di iniziati che sapeva già tutto di ognuno; in sostanza, non ci si è preoccupati un granché di chi magari necessitava di sentirsi raccontare qualche storia introduttiva, magari anche sotto forma di favoletta, per meglio seguire ogni jam session di naked conversation in fieri. Dei tanti panelist intervenuti solo 3 o 4 hanno portato delle presentazioni in powerpoint o qualcosa da mostrare sul maxischermo, e siccome andare a braccio o reggere il Q&A non è cosa da tutti, alcuni hanno dato la netta sensazione di limitarsi a sbrigare la marchetta pro-domo propria, altri di irritarsi alla prima domanda sconveniente e crogiolarsi in uno status di international blogstar che puzza di vecchio, o se preferite di web 1.0, anche e soprattutto all'estero.
Una parte significativa dei relatori è però riuscita a coinvolgere e a far capire che con i blog e con i social software e con il citizen journalism e con il web 2.0 e con tutte queste cose qui insieme ci si può divertire un mondo facendo cose utili quando non addirittura artistiche, a volte facendoci anche qualche soldo. Ad onor del vero sull'artistico non ha insistito nessuno (tranne il tipo di Xolo.tv), forse perchè con l'artistico vige ancora l'idea che ci si facciano pochi soldi. Comunque, quelli che mi sono piaciuti di più sono stati spesso blogger giornalisti o giornalisti blogger, che poi tutta sta formale differenza di casta non l'ho mai capita (come Rebecca MacKinnon e Ethan Zuckerman di Global Voices o Thomas Crampton dello Herald Tribune o Ben Hammersley di un sacco di cose), e quelli che mi hanno entusiasmato di meno per lo più parlavano di corporate blogging senza l'entusiasmo che mi sarei aspettato da uno che per lavoro aggiorna un blog aziendale e lo va pure a raccontare in giro.
 
CORPORATE CONCLUSION
Il web 2.0, per quel che se ne capisce, è una gran bella bolla che più la si descrive più la si sgonfia, ma nel giro di un paio di mesi anche qui da noi non si parlerà d'altro, anche e soprattutto tra i blogger che di questo evento parigino hanno ignorato l'esistenza o la portata.
Quel che è evidente è che alla fine il nodo da sciogliere è sempre il solito: e i soldi? e il business model? e dove li metto gli ads? e gli sponsored link?
Il panel dedicato all'investing nel 2.0 è stato uno dei più confusi e peggio organizzati e forse non è stato un caso. Ma il business si farà da sé, anzi, si sta già facendo se è vero come è vero che a Les Blogs ancora caldo Yahoo! s'è accattato, dopo Flickr, anche Del.icio.us.
Insomma, è un mondo difficile, vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto; bisogna guardare, imparare, provare ad emulare, riadattare, metterci del proprio, rischiare. Sembrano passaggi ovvi, ma spesso li si ignora.
Quel che resta di Les Blogs 2.0, vuoi per la compagnia, vuoi per l'esterofilia, vuoi per Parigi che è sempre il posto migliore dove comprare dischi, è una generale buona impressione.
Un portale che non sia Yahoo o Msn che si presenta in un simil contesto sa di old economy come nient'altro; il mio essere “Excite Italia”, inoltre, sapeva di “old” due volte, come “Excite” e come “Italia”, ma la sola presenza è stata un atto umilmente coraggioso, riconosciutomi dagli astanti. Solo la compresenza di un ipotetico Ciaoweb Portugal mi avrebbe forse fatto rappresentare qualcosa di percepibile come più contemporaneo, ne sono consapevole, ma sono altresì consapevole del fatto che stiamo studiando, imparando velocemente, desiderosi di giocare pure noi, per puntare a un posto in Uefa o a qualcosa di più appena possibile.
 
Ecco, ora avete elementi a sufficienza per decidere se vedere o non vedere il video da me realizzato per l'occasione.


Piccoli capitalisti

by Diego Bianchi il 8 dicembre 2005 @ 13:34 / Cose_Mie / 9 Commenti
- Anita (2 anni e mezzo), cosa vuoi che ti regalino mamma e papà per Natale?
 
- Soldi!


As the Romans do

by Diego Bianchi il 3 dicembre 2005 @ 00:50 / Cose_Mie / 9 Commenti

Do as the Romans do, dice il grande capo venuto in visita dall'oltre Manica e se su 3 romani quello che ne sa di più è il quarto, l'austriaco, ti adegui e coi compari segui la scia, anche perchè non paghi te e se il caval è donato non si fa il pulciaro e allora mangi pesce fresco e crudo e cotto e fritto e marinato con broccoli alla romana acqua pazza alla caprese e nero di seppia e dentice e fragoline di bosco e fritturina di moscardini e zucchine e menta e polpo verace e mont blanc e bevi aperitivo e vino bianco scelto dal sor meliè e vin santo e acqua gassata… [...] e mentre mangi e bevi parli del funerale del Papa e del funerale di Diana e del funerale di Best e del Natale con i tuoi e del Natale in Austria e del Natale in Inghilterra e dei botti tuoi e dei botti loro e delle frecce tricolori e delle frecce rosse, il tutto mentre camerieri veloci come camerieri cinesi parlano inglese de noantri piazzando piatti e posate con scie zemaniane e sovrapposizioni acrobatiche… e intanto fuori piove e mentre fai la spola con il cesso vedi aragoste che ti salutano e avventori coi pantaloni aragosta e intanto il grande capo paga la cena più salata che tu abbia mai ingoiato e quando esci hai il Pantheon davanti e se l'inglese ti chiede il Pantheon quanti anni ha? gli dici many, ma many quanti? many many e un po' ti senti una merda e molto ignorante e intanto piove e cerchi il taxi mentre già fracico ti ficchi sotto l'ombrello di una mezza coreana che aspetta il taxi pure lei e guarda te se in pieno centro a mezzanotte non si trova manco un taxi e quando finalmente sei a casa e i pesci ti cercano Nemo nella pancia e invano cerchi sonno guardando il buio ti ricordi provvidenzialmente di fare as the romans do, ma veramente, e con un certo orgoglio, prima di abbracciare la tazza del cesso, ti ficchi due dita in gola e non ci pensi più.



Presentimento d'omonimo

by Diego Bianchi il 29 novembre 2005 @ 20:02 / Calcio_Antico / 2 Commenti
Non so perchè, ma ho la quasi certezza che il prossimo anno Zoro non giocherà più in Italia.
Come Tuta (qui una sintesi aggiornata ad oggi della vicenda).