Tovarishi Raindogs

by Diego Bianchi il 16 giugno 2005 @ 13:49 / Ai_Mejo_Post / 4 Commenti
Tempo fa ci si rammaricava con la band del fatto che andare a vedere certi concerti fosse diventato praticamente impossibile.
Troppo costosi i biglietti, peraltro immediatamente esauriti, per finti eventi alla portata dei soliti pochi.
Oggetto del nostro rammarico era il live di Tom Waits, giunto occasionalmente in Italia.
Tuttavia, siccome internet è una grande famiglia, un parziale rimedio è al momento possibile. Un tale che ha avuto il piacere di presenziare o di conoscere qualche presenzialista e/o di ravanare on line alla ricerca di qualche rantolio d'autore, si è preso onere e onore di rendere disponibile una vasta mole di mp3 di live di Waits. [...]
Il tutto si trova su questo sito russo (immagino lo sgomento di Totonno, russofilo detrattore di Waits, al quale ho pure chiesto consulenza per il titolo senza dirgli a cosa mi servisse); non so per quanto tempo rimarranno disponibili on line i file, ma finché stanno là sarebbe un peccato non farci un salto (il tutto, come già successo per l'archivio blues, l'ho scoperto qui).
Detto ciò, ricordo che la Slammer, che invece è potenzialmente alla portata di tutti fuorché di chi di norma dovrebbe farla suonare, si esibirà sabato sera in quel di Arce (FR).
Chi vuole registrare registrasse.
Chi vuole mettere on line mettesse. 
Chi è russo ci facesse suonare in Russia.


Sangue del mio sangue

by Diego Bianchi il 15 giugno 2005 @ 16:14 / Cose_Mie / 4 Commenti
Il giorno dopo la sconfitta del referendum te ne vai a fare le analisi del sangue con una copia dell'Unità sotto braccio e il contenitore delle urine in mano.
Entri e ti siedi in sala d'aspetto, leggendo i titoli del giornale davanti ad un paio di signore che ti guardano maternamente severe, piene di pena e tenerezza per quel tizio che deve farsi le analisi del sangue dopo aver letto l'Unità.
Ma per leggere non c'è tempo, è arrivato il turno tuo e un afono dottore prossimo alla pensione ti dice di stringere il pugno, per far gonfiare la vena, per tirarti fuori il sangue, per bucarti meglio. [...]
“Quanto tempo è che non fai il pugno?” ti chiedi mentre il dottore ti infila l'ago e comincia ad aspirare sangue rosso scuro che lentamente, molto lentamente, troppo lentamente comincia a colorare la siringa.
Tu stai lì che guardi e non capisci per quale motivo il sangue non voglia uscire, il tutto mentre il dottore t'interroga sospettoso sullo stato della tua pressione, e nel farlo, poco convinto della tua risposta vaga, smucina con l'ago nella vena alla ricerca del giusto fiotto.
Spazientito dà schicchere alla siringa, digrigna con la faccia sul tuo braccio, simula controllo della situazione e alla fine, un po' deluso ma risoluto, il dottore stacca, chiude e slaccia.
Bene, è finita, apri il pugno, respiri e guardi in alto, ma una signorina solerte riempie boccette ancora troppo vuote, fa una smorfia e richiama il dottore. Ne vuole ancora.
“Chiudi il pugno!”, riammonisce l'aspiratore, e con le forze che ti fanno ciao serri forte la mano, stavolta la sinistra, sbianchi un po' ma non lo sai, il braccio batte dove l'ago duole, ma stavolta si fa prima, e mentre tutti si guardano sazi, la nausea ti prende alla bocca dello stomaco, il pugno si schiude, ma t'imponi di resistere.
Il rifiuto orgoglioso del lettino, un caffè, una finestra aperta e un po'd'aria da respirare, raccatti le energie, paghi e te ne vai.
Ma ti sei scordato qualcosa, hai due cerotti nelle braccia ma le mani libere, e torni indietro.
Dimenticato tra i contenitori delle urine di tutti, l'Unità ti fissa con lo sguardo a mezz'asta.
Deluso da te stesso lo prendi, gli fai una carezza e spergiuri che non accadrà mai più.
In fondo, è sangue del tuo sangue.


E nun ce vojo sta

by Diego Bianchi il 13 giugno 2005 @ 16:59 / Cose_Nostre / 13 Commenti
Chi ha un po' di crioconservata coscienza civile, di embrionale senso delle istituzioni, di genetico altruismo e diretta o eterologa conoscenza delle questioni trattate nei referendum, è andato a votare, tutti gli altri no.
Chi non è andato a votare è parte di una maggioranza schiacciante, asfissiante, opprimente e deprimente.
Quelli di voi che come me fanno parte della minoranza, abbiano memoria.
D'ora in poi, in qualsiasi contesto di relazione sociale vi troviate, a cena con gli amici, in vacanza con i parenti, al lavoro con i colleghi, su un blog con chi vi legge, in tutte quelle situazioni dove non parlate da soli ma col prossimo, ricordatevi sempre della maggioranza che oggi ha vinto.
E provate a fare qualcosa, comunque.
Rinunciare adesso sarebbe solo un'altra forma d'astensionismo.
Non vi ci mettete pure voi, per favore.


Però avevo mangiato pesante

by Diego Bianchi il 9 giugno 2005 @ 11:56 / Cose_Mie / 12 Commenti
Sto partecipando ad un reality show, in un appartamento al quinto o sesto piano di un vecchio palazzo, probabilmente romano. Sono al telefono con Valerio Mastrandrea e contemporaneamente gioco a pallone in terrazzo. Tiro forte contro il muro, stoppo e calcio di nuovo, un pallone similtango, di quelli che rimbalzano più di quanto dovrebbero e spesso, come in questo caso, finiscono di sotto. Mi sporgo dal balcone, guardo il pallone cadere a strapiombo per ritornare di rimbalzo su fino al quarto piano, per poi perdersi definitivamente. M'incazzo per l'incoveniente mentre Mastrandrea ride, anche perchè in quel momento un altro partecipante al reality, Platinette, comincia a rincorrermi per possedermi fisicamente. Ad un certo punto sono in trappola, in una stanza davanti alla cui porta Platinette, con espressione carica di preoccupante eccitazione, ostruisce il passaggio. La situazione è complicata, quasi compromessa, ma con un mattone in mano mi faccio scudo ed esco dalla porta, sempre con Mastrandrea al telefono, che continua a ridere.
Questo ho sognato stanotte.
Le interpretazioni possono essere molteplici.


Compatti

by Diego Bianchi il 7 giugno 2005 @ 13:24 / Cose_Nostre / 5 Commenti
Già che si parla di nascite e di compleanni, colgo l'occasione per affermare che tutti i protagonisti di questa storia domenica voteranno e voteranno 4 sì.
Anita farà il tifo.


Cor core

by Diego Bianchi il @ 12:59 / Cose_Mie / 2 Commenti
Anche se il concetto di bello è soggettivo, è oggettivo che le cose più belle si scrivano col cuore gonfio.
Su questo blog ci sono due post, uno felice e uno triste, che se li leggo mi commuovono sempre, come se li avessi scritti ieri, a volte come se li avesse scritti un altro.
Anche se proprio oggi Anita è già nata da due anni, e Pasticcio ha ripreso a suonare da almeno uno, quei post mi fregano sempre.
E' che resto il miglior lettore di me stesso.


Estensione del dominio pubblico

by Diego Bianchi il 27 maggio 2005 @ 13:36 / Ai_Mejo_Post / 9 Commenti
In periodi di scarsa vena creativa è molto meglio segnalare quella altrui piuttosto che sfruculiare la propria, anche perchè di blog belli che non si conoscono ce ne sono sempre tanti e leggere e apprezzare l'altrui lavoro è spesso molto più gratificante del cercare qualcosa da dire senza averne la voglia.
Pertanto, influenzato dall'intervista a Cray e da una improvvisa blog-esterofilia, vi rendo partecipi di una bella scoperta, anzi due.
Esiste questo interessante blog spagnolo pieno di link a siti più o meno fichi. E' da questo post che sono finito su PublicDomain4U, un sito che rende di pubblico dominio vecchi brani blues, folk, spiritual e non so cos'altro, ormai privi di diritti d'autore, scaricabili gratuitamente.
Da vecchi, decrepiti e sepolti si perde ogni diritto; spesso, come in questo caso, anche quelli legati alla propria arte.
C'è solo da cliccare, salvare, ascoltare e farsi una cultura in merito. Ammesso che se ne abbia la voglia.


Telefono Blues

by Diego Bianchi il 26 maggio 2005 @ 15:27 / Canzonette / 1 Commento
- Pronto? Diego?
- Sì, sono io…
- Ciao, sono Robert Cray.
 
- No guardi me dispiace, ha sbajato numero…
 
Sì lo so, sarebbe stato fico farlo, ma non ho avuto il coraggio e ho proceduto con l'intervista.


Note

by Diego Bianchi il 24 maggio 2005 @ 11:52 / Canzonette / 10 Commenti
Insomma, da Mantova ci hanno segato perchè non siamo bravi abbastanza e non hanno tempo per farci suonare, esattamente le stesse motivazioni del perché ci hanno segato anche dalla festa di Demo. Intanto il fotografo della copertina del cd Slammer scaricabile è addirittura un blogger e neanche lo sapevamo.
Alla Slammer nel frattempo ne è successa una talmente grossa da meritare un post a parte opportunamente romanzato, ma se non hanno tempo quelli di prima, figurarsi noi.
Detto ciò, se siete stanchi di sentire Dylan rifatto da De Gregori ora c'è questa cosa qui, che a me, pure se Dylan m'ha un po' abboffato, sta simpatica a prescindere.
Come se non bastasse, in questi giorni ho intervistato nientemeno che Robert Cray (al telefono) e Massimo Di Cataldo (interviste non ancora pubblicate), sto ascoltando il bellissimo nuovo disco di Me Shell Ndegeocello (che in quanto bellissimo temo non sia ancora distribuito in Italia) e in SONY-BMG hanno ufficialmente diramato una lista di 35 licenziati.
Se tra tutte queste cose vi sia un nesso non lo so.


Nipoti e nipoti

by Diego Bianchi il 23 maggio 2005 @ 12:28 / Calcio_Antico / 4 Commenti

Che poi mio nipote a fare il provino con la Juve c'è andato davvero.
Appena ho messo piede sul territorio siculo la prima chiacchierata l'ho fatta al telefono con lui. Stava incazzato bianconero, in una non meglio identificata provincia livornese, a fare un torneo di giovanissimi con la maglia da galeotto addosso e un asfissiante professionismo intorno, di quelle cose che a 14 anni non puoi subire senza chiederti perchè. [...]
In sostanza, il bilancio della sua trasferta è stato decisamente negativo e nella mia incerta carriera di procuratore legata alle fortune sue e del fratello devo sicuramente rivedere alcune cose.
Non ce l'ho fatta, ad esempio, a temperare il temperamento del ragazzo; due telefonate non son bastate a fargli digerire il fatto che col numero 10 e la fascia di capitano giocasse un nipote di Boniperti e non lui.
A Luca non sembrava vero che il trequartismo che lo ha reso celebre tra i pari età siciliani potesse venire usurpato da un conclamato atto di cotanto nepotismo. Quando ha cominciato a fare domande nello spogliatoio circa quella concentrazione di responsabilità in tanto illustre e sospetto cognome l'aria intorno a lui si è fatta subito densa, via via irrespirabile, fino ad un rapido mobbing culminato in accantonamento in tribuna nell'ultima partita del torneo.
“Ma gli hai pure detto che sei della Roma?”, ho chiesto al nipote. “Sì, alla fine non ce l'ho fatta e gliel'ho detto”.
“Fatto bene” l'ho rassicurato, “però poi nun te lamentà se nun te pijano”.