Se fosse successo qualcosa, il GF5, probabilmente, non sarebbe partito.
E invece è partito, segno che non è successo niente.
La finale di Veline ha addirittura sforato di 30 minuti, quindi non è successo proprio niente.
O meglio, non è successo niente a cui non siamo ancora abituati.
Ma siccome ci stiamo abituando a tutto, non c'è niente da temere.
Lo spettacolo può cominciare.
PIERFIDA
Barbara PierFida D'Urso ce l'ha fatta anche stavolta e io, rassegnato, le batto le mani.
Nonostante l'evidenza dell'inadeguatezza mostrata con talento nelle ultime edizioni la desse per spacciata, la rottamazione da me auspicata a fine GF4 non c'è stata. Per varie ed oscure ragioni gli autori hanno di nuovo investito su un personaggio talmente grottesco da far venire il dubbio dell'autoironia.
La cosa bella di PierFida è che lei se ne frega di essere brava e presentabile, e a questo punto fa bene, anzi, provare a migliorarsi potrebbe diventare un boomerang, merce non richiesta.
Lei esagera, come sempre, più che mai.
Un serpentello dorato le sibila sulla giugulare volgendo la lingua biforcuta in direzione di due mammelle non giustificabili per gonfiore neanche da una tardiva montata lattea. A suo agio nell'impalpabilità di una sottoveste vinaccia PierFida vorrebbe sculettare ma non ha più il culo per farlo. [...]
Bambola gonfiabile dallo scarso sex appeal, PierFida perde il controllo di ogni propaggine e non cè gonna a strati ikebanamente drappeggiata che ne possa contenerne le esuberanze.
La verità è che la D'Urso muta genticamente, quotidianamente, lievitando dentro sedicinoni sempre più stretti, implacabili testimoni del tempo che avanza e degli sforzi fatti per fermarlo. Non solo il suo volto è perfetto, levigato e senza rughe, ma anche quella vena che un tempo le si ribellava nervosa su una tempia oggi non c'è più. L'hanno fissata, incollata, sepolta con layer di layer di photoshop.
La nave scuola che i calendaristi vorrebbero di nuovo nuda è stata definitivamente posterizzata, in jpg di bassa qualità, l'ultima accettabile per un prodotto video pesante, comunque troppo lento da scaricare.
LIORNI
Ma se alla D'Urso ringiovanire risulta ad ogni edizione più arduo, per Liorni togliersi gli anni è un gioco da ragazzi e il tempo lavora per lui.
Ci siamo quasi Marco, devi solo pazientare ancora un paio di lustri e il GF sarà tuo, tutto tuo, irrimediabilmente tuo e non vi lascerete mai, uno in groppa all'altro.
L'avevamo salutato ad alternare maglioni dolcevita sotto matrix spolverini, a parlare negli ombrelli coprendosi dalla pioggia con il microfono, con la barba incolta, lo sguardo spento e l'espressione un po' depressa di chi sapeva che il prossimo anno non ci sarebbe mai stato. E invece no.
Lo ritroviamo un po' Strokes un po' Air, con riccetti ribelli a lambiccargli il collo, maglioncino a rombi seventy a fasciargli le maniglie dell'amore, la giacchetta tufausand a conferire professionalità, rinfrancato dalle ferie, sicuro di sè, preautunnale, ringalluzzito, un po' ingrato, dimentico di chi lo ha valorizzato più di tutti, di chi gli ha dato un nuovo pubblico e una nuova immagine.
Insomma Liorni, almeno rispondi alle mail, non ti dimenticare degli amici.
Oggi sei AirStrokes (e già non è il massimo) domani potresti essere Duran restaurato, le cose cambiano in fretta.
SERENA, LA CASA
Il magone che mi prese l'anno scorso allorchè Floriana apparve ai nuovi concorrenti urlando dalla turca del tugurio, mi rimonta in gola allorchè, spezzandosi inutilmente le corde vocali, dalla casa tracima Serena. Ecco, questa che diceva di aver vinto in quanto “normale”, normale non lo è stata più da subito, forse da mai.
Serena schiamazza, tenta di possedere Liorni, fa Sbirulino e Topo Gigio, Parisi e Cuccarini, Carolina Morace e Cristina D'Avena, ma è scaduta di garanzia pure lei, da subito, forse da sempre e stavolta non c'è neanche la Signora MangiaFuoco a salvarla.
Superato di slancio il siparietto, Liorni si fa agente immobiliare e mostra rapidamente i nuovi ambienti della casa.
Come la D'Urso, come Serena, anche la casa è di molto più grossa rispetto al passato. La carta da parati è per larghi tratti matissianamente a nuvoletta, immagini in bianco e nero dei vecchi concorrenti spuntano intonacate a dare il senso del trapasso e dell'oblio, la cucina è in rosso birmano ma ci sono elementi anni 50 o forse ci sono elementi rosso birmani in una cucina anni 50, non lo so, di certo c'è che la stanza matrimoniale, annunciata novità dell'edizione, è tappezzata a macchia di vacca intorno ad un letto verde avocado, un talamo che al confronto il rosso pompeiano della mia stanza è roba da pace dei sensi.
Ma il letto è un contenitore, urge il contenuto.
ROSI E HALFIO
Uno degli annunciati motivi dominanti di questo GF sarà, come dice PierFida al TG5, “la contrapposizione tra metropoli e provincia, tra chi è attento al dettaglio della moda e chi, poverino, alle 9 di sera non ha più niente da fare”.
Mentre penso al fatto che in quanto metropolitano dovrei per definizione prestare più attenzione a come mi vesto, arrivano Rosi e Alfio, due personaggi che Verdone avrebbe scartato dal casting di Viaggi di Nozze perchè coatti sì, ma incredibili no.
La coppia calabrese, in quanto calabrese, ma più probabilmente in quanto meridionale, non può distinguersi dal luogo comune ed è frutto maturo di un amore preadolescenziale sbocciato in fuitina.
La fuitina, a suo modo un sequestro di persona che di questi tempi non è bellissimo evocare, ha dato come ulteriore frutto il figlio Miscel, nome tipicamente calabrese, nome che pure il Verdone di Viaggi di Nozze deve aver preso in considerazione per la scena della scelta onomastica della coppia che “lo faceva strano” (scelta culminata poi in Kevin). In quanto calabresi del luogo comune, Alfio&ROsi entrano nella casa agghindati di collane di peperoncino, con plotoni di soppressata, reggimenti di anduja, schegge di peperuoli strofinate sul culo e tutto quanto possa fare sano folclore, simpatia, bella terra paisà bella Italia capisci a me.
Alfio, o Halfio, come dice PierFida nella sua prima urticante interpretazione di poliglottismo dialettale, è un Patrizio Oliva basso e tarchiato, folto di crine e ruspante di modi, che gioca con il figlio e monta a cavallo con pantaloni da bovaro, il tutto mentre la moglie gira per casa davanti alle telecamere in mutande e zinne al vento.
Rosi, la moglie, si veste poco peggio delle signorine sudamericane che gravitano la notte intorno a Caracalla ma un po' meglio di Serena, somiglia ad Erika un po' invecchiata ma con più sex appeal, mostra pancia rilassata e sise cadenti ma taurine.
Prima di entrare nella casa lui cerca di afferrarla tra le cosce ma poi rinuncia, lei non fa una piega e ride, lui entra e manda un bacio al soffitto, che poi sarebbe un Dio a piacere che lo ha fatto entrare lì dentro e lui non può non ringraziare, anche perchè il meridionalem si sa, è religioso. E geloso. E dialettale. E la donna deve essere fedele e aver avuto un solo uomo nella sua vita, lui, quello lì.
Halfio e Rosi sono esattamente così.
O almeno fingono di esserlo.
FRANCESCO E GIULIA
Ma le coppie sono due, e dopo aver visto i soggetti preferiti delle prossime vignette della Padania (ammesso e non concesso che la Padania ospiti vignette) arrivano i fichi, o “fighi”, come direbbero quelli che ci si sentono.
Se la coppia meridionale dev'essere monogama, chiusa e tendenzialmente ottusa, quella evoluta deve essere un po' del nord (toscana in questo caso), frutto di una passione fulminante culminata in matrimonio alla prima sbronza, aperta, molto aperta, estremamente aperta, spalancata, praticamente sfondata.
Francesco, un morphing tra Christian De Sica, Max Tortora e Vitellozzo Vitellozzi, ha 40 anni e 40 leggasi 40 chitarre delle quali non si sa se ne sappia suonare almeno una. Francesco ha il collo della camicia sotto il mento, il pantalone di camoscio dentro le palle, è rocker nostalgico, imprenditore ma anche, e soprattutto, un ex arbitro, votato per definizione al comando e alle corna, con la vocazione per le decisioni da prendere al solo scopo di venire deriso, umiliato e preso per il culo pubblicamente: il classico scambista.
Sua partner di giochi è una fenicottera di 24 anni, Giulia, provinata per Veline e per molte altre cose dove culo e zinne potessero fare curriculum, assunta e sposata dall'ex arbitro per falli sempre nuovi, per fischi di piacere, cartellini rossi da esibire in faccia ad ogni residuo di perbenismo demodè.
L'incontro con Rosi&Halfio è un idillio, Francesco propone lo scambio, Halfio, da sotto l'ascella della fenicottera, frena come previsto dal copione.
Poi i maschi vanno insieme nel confessionale a vedere le reazioni delle loro donne al cospetto dei primi umanoidi maschili che entrano nella casa dopo di loro.
L'arbitro, seduto, comodo, gamba accavallata, guarda debosciato il monitor mentre Halfio, accucciato, in guardia, nano da giardino, mostra preoccupazione.
O almeno finge di mostrarne.
ANTONIO E ALESSANDRO
A far ingelosire i due mariti dovrebbero essere un arrotino e un muratore.
Antonio, difatti, viene presentato prima come arrotino e solo dopo come ballerino, modello, proprietario di locale, ficaccione d'alto bordo e gigolò romagnolo.
Molto simile al Gabriel Garko malato di aids delle Fate ignoranti, Antonio arriva con una coppola in testa perchè lui è romagnolo ma è anche siciliano e i siciliani senza coppola pare che in tv, se non sono Montalbanosono, non ci possano andare.
Il ragazzo entra e trova Rosi, che dice che si chiama Rosi per via delle rose e allora lui la guarda tra le tette e le dice che ha un bel sorriso, e Halfio li vede ballare nel monitor e l'arbitro s'annoia, finchè non arriva Alessandro.
Alessandro è toscano pure lui, è un Gianluca Grignani con i muscoli, un Centocelle Nightmare con la faccia di Castroman e Cufrè, ha i capelli lunghi gonfiati dal balsamo, fa il muratore ma anche il modello sulle copertine di Panorama, è buddista di madre eritrea, mangia lo zighinì mentre pompa bicipiti in palestra.
Prima di entrare nella casa un suo amico gli dice “akumaye akumaye, pane per i tuoi denti, hermanito te quiero mucho”, lui fa di sì con la testa, Liorni pure anche se non ha capito una mazza.
Quando Giulia vede entrare quello che Halfio chiama Indiana Jones, la ragazza si esalta e brinda volentieri alla compagnonage toscana, ma siccome ciò che per Halfio è gelosia per l'arbitro è godimento, il più contento dell'incontro tra Conan e Scambiarella è proprio Vitellozzo.
ALESSANDRA E VERONICA
Il ritmo incalza, le macchine arrivano, Liorni impazza e i concorrenti si rivelano.
Alessandra è mora, alta, siciliana, non ha la coppola ma srotola un fisico già pronto per Briatore, per lei la danza è come una fede da conciliare con la devozione per Padre Pio, il quale Padre Pio, proprio nel giorno a lui consacrato, nel sentire queste cose potrebbe prendersela a male.
Alessandra, che ha già ballato al Sistina, arriva in giacchetta leopardata e mentre saluta i genitori deve rassicurare PierFida sul fatto di aver recato seco tutti i completi di lingerie leopardati. Appena entrata nella casa, PierFida la presenta ai suoi nuovi compagni d'avventura come “molto sensuale quando mangia, soprattutto per come muove la bocca”.
Mentre constato quanto il leopardato sia ancora in voga e quanto ci tenga la D'Urso a presentare ste ragazze come più mignotte di quanto già non esprimano con i propri mezzi, è l'altra concorrente a rassicurare la conduttrice dicendole che sì, anche lei si è ricordata di portare la lingerie e la minigonna.
L'altra concorrente è Veronica, romana di Talenti, biondina, tette grosse ma non ostentate, psicologa e pittrice sulla spiaggia di Ostia, dall'impatto sciapetto ma sottotraccia quel tanto che possa garantire scarsa visiblità e lunga permanenza, attaccata al fratello e al pc, feticista il giusto e promettente lapdancer nel momento in cui dentro la casa afferma: “voglio toccare tutto, ora m'incollo una colonna”.
SUITE E PATRICK
Intanto Liorni continua a venderci la casa e quando tocca alla suite il messaggio è da decifrare con attenzione.
Quella che un tempo era una specie di vintage beauty farm oggi è diventata un harem da mille e una nomination, con arabeschi, topazi, arazi, orazi, curiazi, oro, incenso, mirra e birra spalmati in ogni dove, cuscini bonsai, sedie e troni, baldacchini uni e trini e marmi ramarri, pomi d'ottone e manici di scopa, odalische dai sette veli e ombelichi svelati, in un tentativo originale e apprezzabile di dialogo con l'islam moderato tanto difficile da intraprendere.
A sciacquettar nella vasca c'è Patrick, grasso e demenziale così come mi è apparso quest'estate per l'inaugurazione di un triste locale del litorale marchigiano, brillante ma non troppo nel duettar con Liorni.
Tutto procede abbastanza agevolemente fino al momento in cui l'ennesima apparizione di Serena (è solo la seconda ma a me già sembra ennesima), stavolta vestita da odalisca, compromette seriamente ogni proposito diplomatico.
JONATHAN
Ok, la coppia c'è, anzi, ce ne sono due, ma il gay?
Nonostante siano anni che viene annunciata la rivoluzionaria presenza nientedimenochè addirittura di un gay in persona al GF, mai nessuno ha fatto esplicitamente coming out, neanche Tommy Vee, imprigionato com'è nella parte del padrone del calendario in pelle umana. Anzi, siccome qualcuno non lo ha capito neanche l'anno scorso quanti fossero in realtà i gay presenti nella casa, quest'anno gli autori hanno deciso di non concedere nulla all'interpretazione.
Il gay deve essere gay dentro, fuori, intorno e anche di più.
Ed è così che quando arriva Jonathan, ogni dubbio è fugato.
La scheda introduttiva dice che, “israeliano ma non troppo, milanesizzatosi presto, si è arredato casa da solo, è eccentrico, ha un'ossessione per l'estetica e per la moda, ed è calligrafo”, come dire, se non lo capite con questo che è checca, non lo capirete mai. Di fatto il ragazzo assomiglia moltissimo ad uno qualsiasi degli Imagination, ha la bocca enorme (mi ricorda un cabarettista del quale non ricordo il nome che mangiava tazzine di caffè), è vestito da dandy (che dev'essere una cosa tipo Brian Ferry) la cravatta dentro la camicia, un cappello molto fico e i calzini rosso fuoco.
CINZIA E GUIDO
Poi arrivano questi due.
Lei ha in apparenza le tette migliori della casa e, poverina, pure lei ha fatto molti lavori, ma per vivere li ha fatti soprattutto in tv, più o meno come tutti gli altri. Registro l'abile mossa degli autori che quest'anno, per non esser accusati di aver scelto i concorrenti tra le comparse di Bonolis, hanno deciso di sgamare da subito ogni pregressa comparsata televisiva.
Con Cinzia c'è Guido e qui la situazione s'intristisce un po'.
Guido è toscano pure lui e in quanto tale deve essere simpatico per forza e già lo so che alla fine di questo GF avrò un sacco di problemi a sostenere l'equazione Toscana=simpatia. Ma Guido è un toscano di quelli burloni e che fanno gli scherzi e che ci dice che da piccolo ha cacato nel registro di classe e che ti fanno scompisciare e che devono dire le parolacce per contratto che altrimenti sei pure brutto che ti abbiamo preso a fare e che hanno il gruppo di musica demenziale che quando esce Guido ci fanno subito il cd e accidentattè tutti con la parrucca e gli occhiali come Guido che sembra un po' Caparezza un po' Cammariere e mannaggialamaremma, Guido entra in casa e va appìpì vappipì vappipì vappipì vappisciare…
Eh sì, in realtà l'unico vero fattore un minimo destabilizzante è proprio questo: Guido zagaglia, tartaglia, balbetta, s'incaglia.
Televisivamente potrebbe funzionare, più del dialetto calabrese di Halfio, meno del gay israeliano che si accoppia con il marito calabrese.
TUGURIO E MERI
Dopo la suite c'è il tugurio e Liorni mi fa subito capire che dalle porte sono sparite tutte le Z di Zoro dell'anno scorso e quest'anno apporre griffe sarà molto più complicato. Il tugurio è una miniera, cioè, è come se fosse una miniera, con i carrelli delle comiche ma senza rotaie, con il carbone di zucchero e la zona living e insomma, in nulla, per ora, dà l'idea della penitenza fuorchè per la bellissima immagine del plasmavidiwall con PierFida messa a parlare dietro una grata.
Sarà un caso, ma dopo il tugurio arriva la cicciona.
Trattasi di Meri, versione femminile di Platinette, DNA ciociaro come da maglietta regalatagli da tifosi all'ingresso, prosciugatrice di cornetti alla panna, in posa sotto al cartello Benvenuti a Frosinone, insopportabile ancor prima di scendere dalla macchina, obbligata ad essere simpatica, a costo di farsi odiare.
“Hai visto la tua bringipessa che t'ha creato?” urla Meri al padre sullo schermo e prima che possa dire un'altra parola Liorni la scaraventa di peso nella casa.
Avanzando molestamente verso la porta, Meri monologa ad alta voce minacciando il pubblico “quando uscirò sarò sempre uguale come sono ora, non ci credo, non ci credo”.
PATRIZIA E ALDO
E poi ci sono questi altri due.
Lui, Aldo, è un Filippo Nardi più brutto, un roscio marpelo sputa veleno di origini australiane che vive a Modena ma ha la madre romana e prima di entrare nella casa deve dire “ao mo entro e famo caciara”. Mentre penso che per una volta che non ci sono romani slang-addicted a farsi prendere per il culo non è necessario far fare a un modenese la parte del coatto a tutti i costi, registro che il ragazzo si è messo in aspettativa e il suo capo lo saluta chiamandolo Mr.Pussy, che tradotto in maniera un po' greve dovrebbe significare qualcosa come Signor Fica, il che non è bellissimo, anche se detto in inglese.
A meno che il gay non sia lui.
Con Aldo arriva un bel personaggio, o meglio, un personaggio talmente lontana dall'uomo comune e dalla donna comune e dall'essere umano comune che sottovalutarla è impossibile. Il soggetto in questione è Patrizia di Verbania, una Wanna Marchi giovane, una Ventura coi capelli corti, una Oxa brutta, una Mascia nana, insomma, un pirotecnico incrocio di razze e religioni che parla una lingua tutta sua.
“Barbara, ammmoooore, fatti vedere come sei… wow, che attitude, ammoooore, attitude, wow, e Liorni è cinghialoneee, non è puzzetta, ammmore, attitude…. ” e via così anche dentro la casa.
Gli uomini per lei sono “cinghialoni” o “puzzette”, le persone sono “ammmooorre” e le cose sono “attitude”.
Attendo con ansia una conversazione a 3 tra lei, il calabrese e il tartaglione.
CATRINA Quando arriva l'ultima concorrente non ci farebbe quasi più caso nessuno se non fosse Catrina, biondina dalla pancia prominente e perforata, gallese di origini giamaicane, dedita al kickboxing, meritevole di avere come amica la più bella ragazza apparsa in trasmissione, una giamaicana vera che la saluta al grido di “Ah Giamaica!”.
Completare l'urlo con un “catoercazzo”, per me e
qualche mio amico blogger, sarebbe troppo facile, e poi quest'anno che non ci sono romani a scoattare, non comincio di certo io. Ecco.
FUORI ALESSANDRA, COPPIE DA SCOPPIARE
Ma il gioco comincia e la noia avviluppa, Veronica e Alessandra vanno al ballottaggio in quanto sfigate e gli inqulini impallinano Alessandra, la bona mora timorata di Padre Pio la quale, sculettando con la bocca a mestolino e senza nemmeno aver mostrato un po' della lingerie che tanto piaceva a PierFida, torna da Liorni che l'attende, finalmente e giustamente, sotto la pioggia e senza l'ombrello.
Ma due coppie rompono, per quanto assurde, vanno scoppiate per sfizio e il GF decide che da casa, questa settimana si debba decidere se far uscire l'arbitro o la calabrese fuita.
Francamente non so cosa consigliare.
Lei potrebbe farci vedere come si accoppiano i calabresi fuiti e poi magari farci vedere come s'accoltellano i calabresi gelosi, come luogo comune richiede.
O almeno potrebbe fingere di farci vedere ciò.
Lui potrebbe mostrarci come sono aperti e disponibili e cornuti gli imprenditori scambisti e quanto sia bello offrire la propria donna al Paese.
In un caso, come nell'altro, è solo questione di attitude e di ammoooorrreee.