Zoro chi?

Diego Bianchi, conosciuto in Rete come Zoro, ha lavorato per il portale Excite – dove ha aperto nel 2003 il suo blog di opinionistica saltuaria.

A un certo punto prende a far video, e li mette online su YouTube: prima sul Grande Fratello, poi sulla politica – Partito Democratico e dintorni. Nasce la serie Tolleranza Zoro, i cui video, dal 2008 al 2011, sono andati in onda su Rai 3, all’interno del programma “Parla con me” e nel 2012 su La7, nel programma “The Show Must Go Off”.

A dicembre 2011 è andato in onda su La7 il suo film-documentario “Finale di Partita“. Il 2 gennaio 2013 in onda su Rai 3 analogo film-documentario: “Anno Zoro – Finale di Partita 2012“.

Ha scritto per Il Riformista (La Posta di Zoro), ha curato un blog sul sito di La7 (La7 di 7oro) e attualmente firma per il Venerdì di Repubblica la rubrica Il sogno di Zoro – e con questa ha quasi esaurito i giochi di parole con il suo nick (manca giusto Zorolandia).

A Giugno 2012 è uscito “Kansas City. La Roma di Luis Enrique. Cronache tifose di una revoluciòn complicata”, scritto con Simone Conte, tratto dalla pagina Facebook omonima e pubblicato dai tipi di ISBN.

Nel 2009 ha condotto Orzo, a tu per tu con molti leader politici ospiti della spartana webcam e Dopolavoro Democratico, due settimane di talk show alla Festa del Pd di Genova. Nel 2010, 2011 e 2012 simili performance durante il Premio Ilaria Alpi di Riccione e il Festival del Giornalismo di Perugia.

E’ lìder indiscusso della Fondazione Daje, che finché ha avuto voglia ha fatto cose divertenti (come ad esempio Pattuja).

Suona, pure. Con la Original Slammer Band da una vita, e più di recente con L’Orchestraccia e Trinità.

Ogni tanto potete incontrarlo in giro con il suo cineforum (fatto di video andati in onda, inediti, chiacchiere con il pubblico, dubbi e perplessità), o per presentazioni di Kansas City 1927, o a suonare.

C’ha ‘sta fissa per il testo bianco su sfondo nero, che chi gliela toglie ormai.


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